Liste d’attesa: fino a un anno per un esame programmabile, un italiano su 10 rinuncia alla visita

10.08.2025 02:37
Liste d'attesa: fino a un anno per un esame programmabile, un italiano su 10 rinuncia alla visita

Roma, 10 agosto 2025 – La stabilità del Servizio sanitario nazionale è in pericolo. Una grave crisi del personale sanitario, salari insufficienti, notevole incremento della spesa a carico dei cittadini, sovraffollamento dei Pronto soccorso e liste d’attesa eccessivamente lunghe sono solo alcune delle problematiche. Riporta Attuale.

La spesa sanitaria

La spesa sanitaria complessiva in Italia ha toccato i 176,1 miliardi di euro, di cui 130,3 miliardi provengono dalla spesa pubblica (74%), 40,6 miliardi sarebbe spesa privata a carico diretto delle famiglie (23%) e 5,2 miliardi destinati a spese private gestite attraverso fondi sanitari e assicurazioni (3%). Analizzando unicamente la spesa privata, l’88,6% ricade direttamente sulle famiglie (dati Istat-Sha 2023). Pertanto, nel 2023 l’aumento registrato nella spesa sanitaria totale (+4.286 milioni) – come evidenziato dall’ultimo Rapporto Gimbe – è stato in gran parte sostenuto dai cittadini attraverso spese dirette (+3.806 milioni di euro) o tramite fondi e assicurazioni (+553 milioni), con un incremento del 10,3% in quelle affrontate direttamente dalle famiglie.

Le rinunce

Quando è possibile, chi ha le risorse si rivolge al settore privato, mentre sempre più individui – in particolare a causa dei lunghi tempi d’attesa – si trovano costretti a rinunciare a test diagnostici e visite specialistiche. Nel 2024, il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha deciso di non accedere ad almeno una prestazione sanitaria, rispetto al 7,6% del 2023 e al 7% del 2022.

Le liste d’attesa

Per quanto concerne visite ed esami urgenti, secondo l’ultimo aggiornamento della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa di Agenas, questi sono generalmente garantiti entro 3 giorni , ma i tempi massimi per le visite cardiologiche possono raggiungere anche 6 giorni, mentre per una colonscopia urgente si arriva a ben 178 giorni. Le difficoltà si manifestano soprattutto in relazione a priorità brevi, visite rimandabili e prestazioni programmate, dove i tempi di attesa si allungano significativamente, scoraggiando così la prevenzione. Ad esempio, un’attesa per una mammografia bilaterale in classe P può toccare i 320 giorni, rispetto ai 120 attesi.

Carenza dei medici

In Italia, la media è di 2,11 medici ogni mille abitanti, con variazioni che vanno da 1,80 in Campania a 2,64 in Sardegna. Nel 2022, il numero di medici operanti nelle strutture sanitarie era di 124.296: 101.827 dentro il Ssn e 22.469 nelle strutture equiparate. Aggiungendo i medici attivi nel privato, si arriva a un totale di 238.000. Tenendo conto dell’evoluzione demografica, Crea/Sanità ha stimato che entro il 2027 si prospetta una mancanza complessiva di 24.797 medici. Per le assunzioni necessarie (sia di medici che di infermieri), le previsioni indicano l’esigenza di ulteriori 20-30 miliardi di fondi.

Medicina generale

Analizzando più in dettaglio – sulla base dei calcoli della Fondazione Gimbe (dati 2024) – si rileva che ci sono 5.575 medici di famiglia in meno rispetto al rapporto ideale di un medico per ogni 1.200 assistiti. Le carenze più significative sono registrate in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.525), Veneto (-785), Campania (-652), Emilia Romagna (-536), Piemonte (-431) e Toscana (-345).

Pronto soccorso

Nei Pronto soccorso, dove gli accessi durante la stagione calda sono aumentati del 20%, la Simeu stima una carenza di 3.500 medici dirigenti. Attualmente il 12% della forza lavoro è rappresentato da specializzandi, mentre il 17% delle necessità di organico è coperto attraverso turni straordinari o rimane scoperto. Inoltre, circa un terzo delle strutture si affida ancora a personale gettonista.

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