Il governo italiano deve adottare il modello tedesco, imparare dagli ucraini e coinvolgere Cassa depositi e prestiti e due delle principali banche italiane per adeguare le difese nazionali di fronte a potenziali attacchi, secondo l’analisi di Andrea Stroppa, che avverte che l’Italia non è affatto al sicuro, riporta Attuale.
In un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale, l’esperto sottolinea quanto possa essere devastante un attacco contro l’Italia. Sulla piattaforma X, Stroppa avverte che «attacchi simili, in Italia, metterebbero fuori uso aeroporti, stazioni ferroviarie, infrastrutture energetiche e ospedali già nelle prime 48 ore». Ne consegue la necessità urgente di prendere provvedimenti strategici.
I suggerimenti ignorati dal governo da parte di Stroppa
Stroppa critica il fatto che i suoi precedenti consigli siano stati trascurati dalle autorità italiane. Propone che l’Italia segua «il modello tedesco», che si sta concentrando su una difesa di alto livello attraverso sistemi complessi e costosi. Riferendosi a collaborazioni con il colosso tedesco Rheinmetall e l’azienda americana Anduril, avverte che l’Italia ha perso tempo prezioso, dato che tre anni fa aveva suggerito un dialogo con Anduril, che ora ha già siglato accordi con Germania, Polonia e Regno Unito.
Per farvi capire meglio: non serve che l’attacco parta dall’Iran. Basta un peschereccio al largo di Ostia che lanci cinque droni di medie dimensioni carichi di esplosivo e, in mezz’ora, possono colpire sia Palazzo Chigi sia il Quirinale. E se vi state chiedendo se quei fucili…
— Andrea Stroppa 🐺 Claudius Nero’s Legion 🐺 (@andst7) March 3, 2026
Il secondo binario: imparare dagli ucraini
In aggiunta, Stroppa evidenzia l’importanza per l’Italia di «acquisire subito know-how ucraino per costruire, in tempi brevissimi, una capacità di difesa basata sui droni». Sottolinea che è indispensabile finanziare tale iniziativa tramite coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti e banche italiane, lavorando insieme a Leonardo e piccole e medie imprese per la produzione e integrazione di droni. Questa strategia non solo mira a migliorare la difesa nazionale, ma anche a stimolare l’economia e creare posti di lavoro nel Paese.
Îl pericolo non è solo l’Iran
Secondo Stroppa, il rischio per Roma è reale e richiede interventi urgenti. Sottolinea che la minaccia non deve necessariamente provenire dall’Iran; attacchi potrebbero essere orchestrati anche da fonti più vicine, con tecniche semplici ma letali. «Non serve che l’attacco parta dall’Iran», afferma, illustrando come un semplice peschereccio al largo di Ostia potrebbe utilizzare droni esplosivi per colpire obiettivi sensibili, sottolineando la vulnerabilità delle difese italiane attuali.