Il cardinale Pizzaballa bloccato all’ingresso della chiesa del Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa è stato impedito di entrare nella chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove doveva celebrare la messa per la Domenica delle Palme. Questo evento segna la prima volta in centinaia di anni in cui non si celebra una messa in questa occasione, riporta Attuale.
Arrivato tramite una via secondaria per non destare attenzione, Pizzaballa aveva chiesto permesso alla chiesa Greco Ortodossa, rispettando le regole in vigore dal 1852. Tuttavia, le nuove norme, applicate con fermezza dalla polizia, hanno portato all’interdizione dell’accesso per il cardinale e altre persone che lo accompagnavano, tra cui padre Francesco Ielpo, il custode di Terra Santa. Secondo il Patriarcato, i partecipanti non manifestavano alcuna caratteristica di processione.
Le restrizioni imposte dal comando per il Fronte Interno riguardano divieti di assembramenti superiori alle 50 persone. Per questo motivo, Pizzaballa si era messo in cammino con un numero ristretto di partecipanti. Inoltre, l’accesso a tutte le chiese, moschee e sinagoghe nella Città Vecchia è stato chiuso, limitando anche il riconoscimento della sacralità dei luoghi.
Pizzaballa ha dichiarato che la situazione è un “grave precedente che non rispetta le sensibilità delle miliardi di persone che in questa settimana guardano a Gerusalemme”. Le critiche si sono intensificate, includendo anche reazioni da parte di leader internazionali come il presidente francese Emmanuel Macron e l’ex ambasciatore americano Mike Huckabee, che ha definito la decisione “esagerata e infelice”.
La polizia, sotto la direzione di Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza Interna, ha adottato una linea dura nelle aree arabe della Città Vecchia e ha giustificato le restrizioni come misure precauzionali di sicurezza a causa di potenziali attacchi. Gli oppositori politici accusano il governo di Netanyahu di sfruttare le tensioni attuali per instaurare una nuova realtà nella parte orientale di Gerusalemme.
Nelle ore successive all’incidente, il cardinale Pizzaballa ha affermato che ci sono stati malintesi e ha auspicato che si possa trovare una soluzione che rispetti la sicurezza e il diritto alla preghiera. Netanyahu, a sua volta, ha promesso che si elaborerà un piano affinché i leader religiosi possano celebrare le funzioni in sicurezza, sottolineando che “la sacralità della settimana che precede la Pasqua per i cristiani in tutto il mondo è di grande importanza”.