Arrestato il comico Deniz Göktas per insulti a Erdogan in Turchia

05.07.2026 05:55
Arrestato il comico Deniz Göktas per insulti a Erdogan in Turchia

Il comico turco Deniz Göktas, di 32 anni, è stato arrestato e posto in custodia cautelare dopo un suo spettacolo satirico che ha suscitato polemiche nazionali, in cui ha ironizzato sul presidente Recep Tayyip Erdogan e affrontato tematiche religiose. Il provvedimento è stato emesso da un tribunale di Istanbul venerdì scorso, dopo che Göktas era stato fermato all’aeroporto al rientro da un viaggio all’estero. L’inchiesta è stata aperta dalla procura di Istanbul dopo che il suo spettacolo Ölü Deniz («Mar Morto»), caricato su YouTube il 24 giugno, ha raggiunto oltre 9 milioni di visualizzazioni, attirando anche decine di denunce per presunti insulti all’Islam, riporta Attuale.

Inizialmente, l’indagine verteva sulla presunta “offesa ai valori religiosi”, ma dopo l’interrogatorio, i magistrati hanno deciso di aggiungere l’accusa di “insulto al presidente”, un reato previsto dal codice penale turco che può comportare una pena di fino a quattro anni. Questa norma, criticata da diverse organizzazioni per i diritti umani, è stata utilizzata migliaia di volte negli ultimi anni contro giornalisti e attivisti. Dall’elezione di Erdogan a presidente nel 2014, si stimano circa 160 mila indagini aperte per questo reato.

Il dittatore timido

Göktas, nato nel 1994, ha scherzato durante il suo spettacolo sulla sua presunta evoluzione politica paragonandosi a Erdogan, descritto come un “dittatore timido” che è “ormai pienamente a suo agio con il proprio ruolo”. In fase di interrogatorio, il comico ha negato tutte le accuse, sottolineando che il suo spettacolo aveva scopi esclusivamente satirici. Oltre a Erdogan, i magistrati hanno contestato anche alcuni passaggi sul tema islamico. Göktas ha aggiunto che gli piacerebbe fare da terapeuta a Erdogan, ma che probabilmente “sceglierebbe un parente, così i soldi resterebbero in famiglia”, un’allusione al nepotismo.

Le proteste

La decisione del tribunale ha scatenato manifestazioni di solidarietà a Istanbul, dove centinaia di persone si sono riunite per protestare contro quello che considerano un attacco alla libertà di espressione. “Un governo non può essere rovesciato dalla comicità, ma questo governo ha paura della comicità, delle battute, della poesia e dell’arte”, ha dichiarato uno dei manifestanti. Un altro ha sottolineato come anche la critica più leggera venga ormai interpretata come insulti al presidente.

La satira nel mirino

Il caso di Göktas si inserisce in un contesto di crescente repressione nei confronti del mondo della cultura in Turchia, dove diversi artisti sono stati recentemente arrestati o indagati per dichiarazioni ritenute offensive. Ad aprile, ad esempio, la comica Tuba Ulu era stata fermata per una battuta su Solimano il Magnifico. Inoltre, diversi clip del comico sono stati bloccati dalle autorità per contenuti considerati provocatori. Göktas ha menzionato il massacro di Sivas del 1993, ricordato da alcuni come una circostanza legata al suo arresto, avvenuto proprio nell’anniversario della strage, senza però che ci siano prove che colleghino i due eventi.

Il clima politico

L’arresto di Göktas arriva in un periodo di repressione crescente contro oppositori, giornalisti e artisti in Turchia. Ekrem İmamoğlu, sindaco di Istanbul e principale avversario politico di Erdogan, è in carcere da oltre un anno con accuse che i suoi sostenitori considerano politicamente motivate. Recentemente, un tribunale ha annullato il congresso del Partito popolare repubblicano (CHP), riportando al potere il predecessore di Özgür Özel, un fatto che, secondo i critici, rappresenta un ulteriore passo nella pressione sul principale partito di opposizione. Il governo turco, dal canto suo, ha respinto le critiche, affermando che la magistratura agisce in totale autonomia.

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