Nuove norme per la sicurezza nelle piscine: chi non si adegua dovrà chiudere

17.08.2026 02:35
Nuove norme per la sicurezza nelle piscine: chi non si adegua dovrà chiudere

Roma, 16 agosto 2026 – La premier Giorgia Meloni ha garantito a Nicoletta Sprecacè, madre di Matteo Brandimarti, il giovane deceduto a Pasqua dopo essere stato risucchiato dal bocchettone della vasca idromassaggio in un hotel di Pennabilli, che la sicurezza delle piscine sarà una priorità per il governo. Attuando questo impegno, è stato approvato un emendamento al ‘Decreto Sport’ che introduce misure significative per ridurre il rischio di incidenti dovuti ai sistemi di aspirazione delle piscine pubbliche e private, entrato in vigore dall’1 agosto. Le strutture che non rispettano i nuovi requisiti di sicurezza saranno costrette a chiudere immediatamente, riporta Attuale.

Cosa prevede la nuova norma

I sistemi di ricircolo delle piscine dovranno garantire standard tali da prevenire “fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto ventosa”, che possono intrappolare i bagnanti. Per adeguarsi ai nuovi requisiti, i gestori possono accedere a un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026. Tuttavia, la mancanza di dati chiari riguardo il numero di piscine che necessitano di adeguamenti solleva dubbi sull’efficacia di tali fondi. “Le norme tecniche europee esistono da anni, ma la loro applicazione è stata volontaria”, ha dichiarato Ferruccio Alessandria, presidente di Assopiscine. La responsabilità dei controlli è stata finora delle Ausl, che si sono concentrate principalmente sulla qualità dell’acqua; ora si richiedono verifiche più complete anche su altre misure di sicurezza.

Il caos normativo

Questo intervento legislativo nasce dalla necessità di uniformare un “quadro legislativo incredibilmente frammentario”. Nonostante esistano direttive europee e italiane per la sicurezza di bocchettoni, pompe e griglie, le normative sono meno rigorose per piscine private e termali. Inoltre, la variazione nell’applicazione delle normative a livello regionale ha portato a una situazione confusa, complicando la messa in atto di misure di sicurezza concrete. Sono emerse critiche al disegno di legge ‘salvavita’ approvato un anno fa, che doveva affrontare queste problematiche, ma non ha trovato unanimità in Parlamento.

I numeri del comparto

Assopiscine ha realizzato diversi webinar per formare gli operatori del settore, esprimendo l’auspicio che il disegno di legge possa essere approvato rapidamente. “Tutelare la sicurezza degli utenti delle piscine significa tutelare tutta la filiera”, ha dichiarato Alessandria. Questo settore in Italia genera circa 4 miliardi di euro e impiega oltre 300mila persone, con circa 20mila nuovi impianti costruiti annualmente, secondo i dati di Assopiscine.

“Necessario un sistema uniforme”

Alessandro Miani, presidente della Sima-Società italiana di medicina ambientale, sottolinea che le nuove disposizioni devono essere parte di una strategia complessiva che include prevenzione tecnica, sorveglianza, formazione degli operatori, educazione dei genitori e controlli efficaci.

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