M5s interroga la Camera sul caso del professore del liceo Vivona e la lettera su Gaza

04.08.2026 18:26
M5s interroga la Camera sul caso del professore del liceo Vivona e la lettera su Gaza

Massimo Sabbatini, docente del liceo Vivona, ha affermato in una conferenza stampa che l’ufficio scolastico regionale aveva come obiettivo iniziale quello di infliggergli una sanzione. La questione è venuta alla luce dopo una lettera inviata da Sabbatini ai suoi ex studenti riguardo alla situazione della Striscia di Gaza, sostenendo che gli accertamenti avrebbero coinvolto «tra docenti e studenti quasi trenta persone», mentre ad alcuni alunni sarebbero stati controllati persino i loro telefoni, riporta Attuale.

Sabbatini ha rivelato che l’accertamento è iniziato all’inizio di luglio, dopo che aveva inviato un messaggio privato a studenti appena diplomati, invitandoli a non dimenticare le responsabilità riguardo alle violenze in Gaza. Questa comunicazione, avvenuta tramite il suo cellulare personale, ha attirato l’attenzione dell’ufficio scolastico che ha avviato un’indagine. Il messaggio, successivamente pubblicato, è stato accusato di contenere «propaganda pro Pal», secondo le accuse del docente.

La lettera agli studenti dopo la maturità

Sabbatini ha scritto ai suoi ex alunni un messaggio privato, in cui menzionava la situazione in Gaza e citava poeti italiani per stimolare una riflessione critica. L’ufficio scolastico ha poi condotto audizioni sia con prof che con studenti. La raccolta firme a sostegno di Sabbatini ha raccolto oltre 11.000 sottoscrizioni, sottolineando il sostegno pubblico nei suoi confronti.

La deputata Stefania Ascari ha chiesto chiarimenti al ministro dell’Istruzione riguardo le modalità di ispezione, chiedendo se queste abbiano creato un clima di intimidazione. La situazione ha acceso il dibattito sulla libertà di espressione nelle scuole e sulle pressioni esercitate sugli insegnanti.

Il professore: «L’intenzione iniziale era combinare una sanzione»

Sabbatini ha raccontato che dopo la pubblicazione del suo messaggio sui media, lui e altri colleghi hanno ricevuto convocazioni da parte dell’ufficio scolastico senza specifiche riguardo il motivo. Ha espresso preoccupazione per il fatto che l’ispezione abbia coinvolto un numero così alto di persone senza chiari presupposti giuridici.

Gli studenti e i controlli sui cellulari

Adriano Cerri, rappresentante d’istituto del Vivona, ha denunciato che ad alcuni studenti sono stati ispezionati i loro dispositivi personali, suscitando interrogativi sulla trasparenza delle indagini. Anche Marina Boscaino, docente del consiglio d’istituto, ha evidenziato la mancanza di chiarezza sulla finalità dell’ispezione.

Il precedente al liceo Righi

Salvatore Bullara, professore del liceo Righi, ha condiviso la sua esperienza di ispezione ministeriale avvenuta nel 2023, denunciando la volontà di intimidire i docenti. Ha sostenuto che la censura in atto nelle scuole rischia di soffocare il dibattito sulla resistenza palestinese, legittimato dal diritto internazionale.

Ascari: «Una censura che non possiamo consentire»

La deputata Ascari ha sottolineato l’importanza di mantenere le scuole come spazi di libertà e discussione, avvertendo contro la minaccia di censura. Ha annunciato ulteriori incontri per promuovere la democrazia e la libertà di espressione nelle istituzioni educative, affermando che si tratta di un principio fondamentale che non può essere compromesso.

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