Giuristi e docenti scrivono a Mattarella contro il programma di Vannacci: «Rischio di cancellare conquiste sociali»

25.08.2026 18:05
Giuristi e docenti scrivono a Mattarella contro il programma di Vannacci: «Rischio di cancellare conquiste sociali»

Un appello a Sergio Mattarella contro il programma politico di Roberto Vannacci è stato promosso da Massimo Arcangeli, linguista e fondatore del movimento «Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti», e Christian Raimo, insieme a giuristi, avvocati, docenti, scrittori e rappresentanti di associazioni. I firmatari chiedono al presidente della Repubblica di intervenire sui contenuti del programma di Futuro Nazionale, ritenuto in violazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, riporta Attuale.

La limitazione delle libertà

La petizione si concentra su vari aspetti della piattaforma di Vannacci, tra cui immigrazione, cittadinanza, abrogazione della legge Mancino e cancellazione del reato di femminicidio. Inoltre, il programma include posizioni contrarie all’aborto, alle unioni civili e ai diritti delle persone LGBTQIA+. Secondo i promotori, si tratta di un progetto che limita le libertà individuali, assegnando allo Stato un ruolo sempre più invasivo nella vita dei cittadini.

La demografia come «dovere di Stato»

Nella sezione dedicata alla famiglia, alla natalità e all’educazione, i firmatari individuano riferimenti evidenti alla tradizione fascista. Nel programma si menziona la demografia come «dovere di Stato» e si propone l’educazione militare nelle scuole. La lettera richiama anche le proposte riguardanti i media e le tematiche LGBTQIA+, evocando il modello del MinCulPop per il controllo dell’informazione.

L’appello a Mattarella

Nel documento indirizzato a Mattarella, i promotori chiedono una presa di posizione chiara. Il programma contiene proposte che mirano a «cancellare importanti conquiste sociali e civili», colpire minoranze e comprimere le libertà individuali, trasformando «in sudditi i cittadini e le cittadine italiane» attraverso un modello di Stato «etico» e di «un paese militarizzato». Anche le posizioni su immigrazione e cittadinanza, l’abrogazione della legge Mancino e del reato di femminicidio, così come il richiamo al «patriarcato mediterraneo», sono messi sotto accusa. Nella conclusione dell’appello, i firmatari parlano di una «restaurazione autoritaria e di smantellamento dello Stato di diritto», identificando le proposte di Vannacci come i «pilastri della dottrina fascista del Ventennio». Oltre alla demografia come «dovere di Stato», si citano anche «l’inquadramento paramilitare della gioventù», la «cancellazione del diritto delle donne all’autodeterminazione» e la censura sui temi LGBTQIA+.

La deriva che non piace agli stessi Vannacciani

Critiche al nuovo programma di Vannacci non provengono solo dall’esterno. All’interno dell’area di Futuro Nazionale, anche alcuni esponenti esprimono disaccordo con la direzione presa dal movimento. Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ha criticato i «cattivi consiglieri» del generale e una deriva considerata eccessivamente conservatrice sui temi etici. Questa critica è rivolta anche a Lorenzo Gasperini, autore della parte del programma che tratta di tali argomenti.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere