Il Giappone supera per la prima volta i 100.000 centenari, ma affronta una crescente crisi demografica
Per la prima volta nella sua storia, il Giappone conta oltre 100.000 centenari, precisamente 107.677, secondo i dati del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare di Tokyo. Rispetto allo scorso anno, questo rappresenta un incremento di 7.914 centenari. Di questi, 94.298 sono donne, corrispondenti all’87,6% del totale, tra cui spicca Fuyo Kishimoto, anziana di 114 anni residente a Kyoto. Hikaru Kato, 112 anni, di Kumamoto, è invece il più anziano uomo del paese, riporta Attuale.
Questo dato evidenzia un tratto distintivo della società giapponese. Nel 2024, secondo la Banca Mondiale, l’aspettativa di vita alla nascita nel Giappone era di circa 84 anni, tra le più alte a livello globale. Tale risultato è dipeso da vari fattori, come una alimentazione equilibrata, un sistema sanitario avanzato e una cultura che valorizza l’idea di ikigai, il significato e lo scopo della vita. Tuttavia, il record di centenari porta con sé una contraddizione: il Giappone invecchia ma la sua popolazione diminuisce. Nel 2025, il paese contava circa 123 milioni di abitanti, oltre tre milioni in meno rispetto al censimento precedente. Inoltre, nel 2024, sono nati solamente 686.000 bambini, con un tasso di fertilità sceso a 1,15 figli per donna, nuovo minimo storico.
Il calo demografico implica una riduzione della forza lavoro e un aumento delle persone da assistere. L’invecchiamento sta mettendo pressione su pensioni, sanità e servizi per gli anziani, mentre il numero dei lavoratori diminuisce. In risposta a questa sfida, il Giappone sta incrementando l’impiego di manodopera straniera, con 2,57 milioni di lavoratori stranieri inseriti in vari settori, dall’assistenza agli anziani all’industria, fino all’agricoltura e all’edilizia.
Il ministro della Salute, Kenichiro Ueno, ha accolto con entusiasmo il nuovo record, sottolineando come sia incoraggiante che un numero così elevato di persone possa rimanere attivo e in buona salute per un periodo prolungato. Tuttavia, questo risultato solleva una sfida significativa: il Giappone ha imparato a vivere più a lungo, ora deve imparare a convivere con questa longevità.