Allerta Unicef in Nepal: 17.000 bambini traumatizzati dalle inondazioni richiedono supporto psicologico urgente

15.09.2026 16:25
Allerta Unicef in Nepal: 17.000 bambini traumatizzati dalle inondazioni richiedono supporto psicologico urgente

Migliaia di bambini in Nepal colpiti da inondazioni necessitano di supporto psicologico urgente

Le recenti e devastanti inondazioni in Nepal hanno causato un impatto profondo sulla salute mentale di migliaia di bambini, con un numero stimato di almeno 17.000 minori che necessitano di sostegno psicologico e psicosociale, riporta Attuale. Molti di loro hanno perso persone care, visto distruggere le loro case e scuole, e affrontano le conseguenze dello sfollamento e dell’incertezza per il destino dei familiari dispersi.

L’UNICEF ha segnalato che tra questi bambini, ci sono anche 541 non accompagnati o separati dalle loro famiglie, i quali sono esposti a un rischio elevato e necessitano di servizi di protezione immediati. “Al di là della distruzione visibile, queste inondazioni hanno lasciato profonde cicatrici emotive nei bambini e nelle famiglie”, ha dichiarato Alice Akunga, Rappresentante dell’UNICEF in Nepal. “Le inondazioni hanno colpito durante l’orario scolastico, distruggendo in un istante il senso di sicurezza dei bambini. Molti di loro hanno assistito a eventi traumatici e ora stanno affrontando paura, ansia e dolore. Oltre agli aiuti umanitari e al ripristino delle infrastrutture, i bambini hanno bisogno di supporto psicologico per ritrovare la serenità”.

Il dottor Shitanshu Dhakal, responsabile medico dell’ospedale Trishuli di Nuwakot ed ex ambasciatore UNICEF per la salute mentale dei giovani, ha avvertito che “la paura può persistere a lungo dopo il disastro stesso. I bambini devono essere al centro dell’intervento con un primo soccorso psicologico immediato per prevenire conseguenze a lungo termine”.

L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con le autorità governative nepalesi e i partner locali per garantire la protezione dei minori. Finora, 18 bambini separati sono stati riuniti con le loro famiglie, e viene organizzata assistenza alternativa per i minori che hanno perso entrambi i genitori. Sono state istituite squadre comunitarie di monitoraggio lungo le vie di transito e sfollamento per prevenire rischi di tratta, sfruttamento e abusi.

In aggiunta, sono già operativi 18 “spazi a misura di bambino”, di cui 13 sostenuti direttamente dall’UNICEF, ambienti sicuri dove i minori possono giocare, apprendere e avviare il processo di guarigione grazie a una rete integrata di psicologi, consulenti e operatori in prima linea. L’agenzia continua a fare appello alla comunità internazionale per maggiori investimenti nei servizi di protezione dell’infanzia e salute mentale.

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