Il 25 agosto 2026 il presidente polacco Karol Nawrocki e il governo sono entrati in una nuova fase del loro confronto istituzionale: secondo i dati del ministero delle Finanze riportati dai media polacchi, i veti presidenziali su alcune leggi economiche hanno lasciato il bilancio dello Stato con 8,04 miliardi di zloty di entrate potenziali in meno.
La cifra riguarda provvedimenti già bloccati da Nawrocki e misura l’impatto diretto delle decisioni presidenziali sui conti pubblici. Il diritto di veto, utilizzato contro iniziative sostenute dal governo, si è così trasformato in uno strumento capace di impedire l’attuazione di misure fiscali e di controllo del mercato dalle quali l’esecutivo attendeva nuove risorse.
Le leggi fiscali bloccate e il conto per il bilancio
La perdita più consistente è collegata al veto sulla legge che prevedeva una tassa sugli extraprofitti del settore dei carburanti. Il mancato gettito stimato dal ministero delle Finanze ammonta a 3,8 miliardi di zloty, la quota maggiore dell’intero impatto calcolato sulle iniziative respinte dal presidente.
Al secondo posto si trova l’aumento delle accise sugli alcolici, anch’esso bloccato da Nawrocki. In questo caso il bilancio polacco avrebbe rinunciato a 1,8 miliardi di zloty di entrate. La misura avrebbe dovuto ampliare le risorse disponibili attraverso un prelievo più elevato su questo comparto.
Un ulteriore intervento fermato dal veto presidenziale riguarda l’introduzione del sistema SENT per il commercio del calcestruzzo. La registrazione e il controllo delle operazioni avrebbero prodotto, secondo la stima del ministero, 1,2 miliardi di zloty per il bilancio. Anche questa entrata è quindi rimasta fuori dai conti pubblici.
Il 25 agosto 2026 il ministero quantifica l’effetto dei veti
La somma delle principali misure indicate dalle autorità finanziarie arriva così a 6,8 miliardi di zloty: 3,8 miliardi dalla tassa sugli extraprofitti nel settore dei carburanti, 1,8 miliardi dall’aumento delle accise sugli alcolici e 1,2 miliardi dal sistema SENT per il calcestruzzo. Il totale complessivo dei provvedimenti bloccati, includendo le altre entrate previste, raggiunge 8,04 miliardi.
Per le finanze pubbliche non si tratta soltanto di una previsione contabile rimasta sulla carta. Le risorse che il governo aveva associato alle leggi respinte non possono essere utilizzate per finanziare programmi statali e rendono più ristretto il margine di manovra dell’esecutivo. La conseguenza è un aumento della pressione fiscale sui conti dello Stato e una maggiore difficoltà nel pianificare la raccolta delle entrate.
Il calcolo del ministero ha quindi spostato il confronto tra presidente e governo dal terreno della contrapposizione politica a quello della gestione economica. Le decisioni di Nawrocki incidono direttamente sulla possibilità dell’esecutivo di applicare la propria politica di bilancio, perché impediscono l’entrata in vigore di misure che avrebbero dovuto generare risorse aggiuntive.
La valutazione di Fitch sul rapporto tra presidente e governo
Le conseguenze indicate nella ricostruzione del 25 agosto non si esauriscono nelle entrate mancate. Fitch, l’agenzia di rating, ha mantenuto per la Polonia il giudizio A-/F1, ma ha considerato separatamente i rapporti politici tra il presidente e il governo come un fattore rilevante per la qualità della gestione economica del Paese.
Per Fitch, il conflitto istituzionale e il ricorso al potere di veto possono limitare l’efficacia della politica economica polacca. Il problema non riguarda dunque soltanto l’ammontare delle risorse che non arrivano al bilancio, ma anche la capacità dello Stato di adottare e attuare in modo coerente le proprie decisioni.
Il blocco ripetuto delle iniziative governative rende più complessa la realizzazione della politica economica e aumenta l’incertezza per gli investitori. La difficoltà di prevedere quali misure fiscali potranno effettivamente entrare in vigore crea inoltre rischi aggiuntivi per la programmazione di bilancio nel lungo periodo.
La posizione attuale è quindi definita da due effetti collegati: i veti di Nawrocki hanno sottratto al bilancio polacco oltre otto miliardi di zloty di entrate potenziali e il conflitto con il governo è ormai considerato anche un elemento che condiziona l’efficienza della gestione economica dello Stato.