Funerali di Ali Khamenei: Teheran si prepara a un grande evento di lutto
Questa mattina, Teheran si è risvegliata con un gran fervore in vista dei funerali di Ali Khamenei. Ieri, uomini e donne hanno iniziato a raggrupparsi di fronte alla Grande Moschea di Mosalla, pronti a entrare non appena i cancelli si sarebbero aperti. Mosalla, un vasto spazio aperto, è stato allestito con un palco decorato di verde, ospitando la bara di Khamenei avvolta nella bandiera iraniana. L’area è stata adornata con striscioni recanti versetti del Corano, mentre slogan anti-americani e anti-israeliani riecheggiano tra la folla, riporta Attuale.
Le cronache parlano di un afflusso di diecimila persone già nelle prime ore della mattina, con uomini e donne distintamente separati. I canti religiosi si alternano a inni nazionali e lodi ai martiri, mentre in città si percepisce un forte senso di orgoglio collettivo nonostante il lutto. Le vie intorno alla moschea sono adornate con bandiere di Hezbollah e tricolori iraniani. Il governo prevede l’arrivo di 15 milioni di partecipanti nei prossimi cinque giorni, mentre la bara di Khamenei percorre un tragitto che la porterà da Teheran a Qom e poi verso l’Iraq, con un confronto evocativo con i dieci milioni di persone presenti al funerale di Khomeini nel 1989.
In un clima di trentasei gradi, le autorità hanno installato tubi di nebulizzazione per rinfrescare la folla. Lunghe file di venditori ambulanti offrono cibo e bevande ai partecipanti. Alcuni volontari hanno dormito in scuole e tende per garantire una preparazione adeguata. Tuttavia, non tutti a Teheran condividono il dolore. Le opinioni si dividono tra coloro che sostengono fervidamente il regime e quelli, come Samira, che desiderano un Paese democratico, ben consapevoli della maggioranza silenziosa che non partecipa a questo “rito”.
Nel frattempo, il mondo esterno osserva con attenzione. Donald Trump, durante le celebrazioni del 4 luglio, ha dichiarato che un intervento militare potrebbe eliminare i leader iraniani, ma ciò comporterebbe la perdita di ogni possibilità di dialogo. Benjamin Netanyahu ha richiesto un incontro alla Casa Bianca, previsto per la prossima settimana. In Iran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi riceve rappresentanti di Hamas e Hezbollah, sottolineando la continuità dell’Asse della resistenza. Tuttavia, Italia e altri vicini europei non sono stati invitati tra i 70 Paesi presenti ai funerali.
Verso sera, è emerso che Mojtaba Khamenei, il figlio di Ali Khamenei, non sarà presente per guidare le preghiere, la sua richiesta è stata respinta per ragioni di sicurezza. Questo fatto evidenzia la fragilità del regime, che cerca di nascondere il futuro mentre continua a perpetrare un lutto collettivo. Dietro molte persiane abbassate, il lutto per Khamenei emerge come l’ennesima messinscena del governo, ancora una volta in conflitto con le aspirazioni di un popolo in ricerca di normalità.