Roma, 31 agosto 2026 – È stata prorogata di 15 giorni la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna. Tale misura era stata introdotta l’1 agosto dopo la crisi migratoria di Ceuta e ha portato al ripristino dei controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori iberici, suscitando tensioni tra Roma e Madrid, riporta Attuale.
“Permangono elementi alla base della loro reintroduzione”
La proroga è stata notificata all’Unione Europea, come reso noto dal Viminale, che ha precisato che “la decisione è stata presa in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, a causa del persistere degli elementi di valutazione che hanno portato alla reintroduzione del 1° agosto. Tuttavia, si tiene conto anche delle iniziative già avviate dalla Spagna, in collaborazione con l’Unione Europea, per garantire una prossima normalizzazione della situazione in quell’area.”
Piantedosi: “Proroga sospensione Schengen necessaria”
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato oggi a Napoli che la proroga della sospensione del trattato di Schengen era “necessaria”. “È stata una decisione motivata dall’analisi effettuata dagli esperti nel comitato di analisi della sicurezza delle frontiere,” ha aggiunto. “L’abbiamo limitata a 15 giorni perché, mentre l’analisi indica che permangono le motivazioni per cui è stata avviata questa misura, è anche doveroso riconoscere lo sforzo del governo spagnolo, insieme all’Unione Europea, per affrontare la situazione attuale.”
Sanchez: “Dietro assalto a Ceuta ci sono reti russe e israeliane”
Il Primo Ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha affermato che l’assalto a Ceuta, che ha innescato la crisi tra Madrid e Roma, sarebbe stato orchestrato da reti russe e israeliane. In un’intervista alla radio Cadena Ser, ha dichiarato: “Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna, facendo credere che fosse impossibile il respingimento alla frontiera per chi entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, cosa che non è vera.”
“Travisata sentenza del Tribunale Supremo”
Sanchez ha specificato che dietro l’assalto a Ceuta da parte dei giovani marocchini c’era una falsa informazione: “è stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo, diffusa attraverso disinformazione sui social, anche mediante organizzazioni criminali”. Ha quindi puntato il dito contro “un’internazionale dell’ultradestra che strumentalizza la migrazione per attaccare non solo la Spagna ma anche l’Europa, cercando di dividerla.”
Esclusa responsabilità del Marocco
Sanchez ha poi escluso qualsiasi provocazione da parte del Marocco, affermando che Rabat ha offerto “una cooperazione istantanea e immediata” nell’affrontare la crisi migratoria. Ha precisato che le autorità marocchine non hanno alcuna responsabilità per gli eventi verificatisi durante la crisi, avendo mantenuto un dialogo costante il 30 e 31 luglio scorso.
Spagna accolse migranti arrivati a Lampedusa
Il Premier spagnolo ha fatto appello alla solidarietà europea per fronteggiare la crisi migratoria nelle enclavi spagnole in Nord Africa, ricordando che “durante la crisi a Lampedusa, la Spagna ha accolto i migranti che sono giunti” in territorio italiano. “L’Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie,” ha dichiarato Sanchez. “Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d’Europa,” ha concluso, criticando il fermo atteggiamento di Paesi come l’Italia, che ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna.
Altri 168 milioni all’enclave
Sanchez ha confermato che domani il Consiglio dei ministri approverà un ulteriore stanziamento di 168 milioni di euro in aiuti all’enclave per far fronte alle conseguenze economiche della crisi.