Appello dell’opposizione contro il “Board of Peace” di Trump
Roma, 18 febbraio 2026 – “Io le chiedo di non andare a Washington e di non far partecipare l’Italia al Board of Peace con cui Trump vuole sostituire le Nazioni Unite, le chiedo di tener fede alla nostra Costituzione e alla storia del nostro Paese”. È il culmine del discorso della segretaria dem Elly Schlein nell’Aula della Camera, in cui ha lanciato un appello forte al governo, rivolgendosi al ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla premier, dopo le comunicazioni sugli sviluppi in Medio Oriente, riporta Attuale.
Nel suo intervento, Schlein ha speso dieci minuti per contestare la partecipazione dell’Italia al Board per Gaza. Gli applausi al termine della sua allocuzione non sono stati formali: per la prima volta dall’inizio della legislatura, si è registrata una convergenza tra tutti i partiti di opposizione sulla politica estera. L’ampia coalizione coinvolge PD, M5S, Avs, Italia Viva, +Europa, oltre ad Azione, che ultimamente si era trovata più in accordo con la maggioranza. Sebbene la risoluzione che invita il governo a non sostenere l’iniziativa di Trump sia stata bocciata dall’Aula per via dei numeri del centrodestra, ciò dimostra, come ha scherzato un deputato, che “il campo largo esiste”.
Questa alleanza rientra nel quadro di preparazione per le Politiche del 2027, evidenziando la possibilità di trovare un accordo anche su questioni storicamente divisive come la politica estera. La risoluzione sottolinea l’importanza di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali della nostra Costituzione e del diritto internazionale. Nella discussione si è fatta poi sentire anche la voce dei Socialisti europei, che hanno lamentato la mancanza di “trasparenza” e chiesto all’Unione Europea di chiarire il suo mandato rispetto al Board.
La segretaria dem, che si definisce “testardamente unitaria”, ha sottolineato che l’Italia deve difendere le sedi multilaterali e il diritto internazionale, piuttosto che delegittimare le istituzioni già esistenti. Peppe Provenzano (PD) ha osservato che nel Board of Peace “decide tutto Trump manco fosse il Golf club di Mar-a-Lago”, contrastando gravemente i principi fondativi delle Nazioni Unite.
Il clima in Aula si è alzato con dichiarazioni forti; Schlein ha evidenziato che “Giorgia Meloni non riesce a dire di no a Donald Trump”, definendo la premier come una spettatrice dell’attuale scena geopolitica. Davide Faraone di Italia Viva ha rincarato la dose, accusando il governo di “essere guardoni piuttosto che osservatori”, mentre il ministro Tajani ha replicato affermando che “non abbiamo mai scodinzolato dietro a nessuno”. Riccardo Ricciardi (M5S) ha sollevato la questione di quanto una tregua possa essere discussa in contesti in cui ci siano cinque morti al giorno, evidenziando l’urgenza della situazione attuale.
Non posso credere che stiamo mettendo in discussione la nostra partecipazione a un’iniziativa così discutibile. Siamo un paese con una storia e una cultura che dovrebbero farci difendere le istituzioni internazionali, non legittimare un progetto di Trump! Ma che fine abbiamo fatto? Boh…