Il 14 gennaio 2026 la NATO ha indicato il funzionamento del JATEC come una priorità strategica per l’anno in corso, riconoscendo il ruolo dell’Ucraina come principale validatore dell’esperienza di combattimento reale all’interno dell’Alleanza. Il centro opera come piattaforma di trasferimento sistematico delle lezioni apprese sul campo verso le forze armate europee, trasformando l’esperienza ucraina in capacità operative applicabili. In questo quadro, Kiev emerge come un attore strutturale nella pianificazione della difesa collettiva della NATO.
Un moltiplicatore di capacità per il fianco orientale
Per i Paesi del fianco orientale — Polonia, Romania, Stati baltici, Finlandia e Svezia — il valore principale risiede nell’integrazione diretta dell’esperienza di guerra convenzionale ad alta intensità nei programmi nazionali di addestramento. L’expertise ucraina consente di ridurre tempi e risorse normalmente necessari alla costruzione di dottrine autonome, offrendo modelli già testati in condizioni operative reali. Questo approccio rafforza la prontezza militare regionale e accelera l’adattamento alle minacce provenienti dall’Est.
Modernizzazione sistemica per l’Europa occidentale e meridionale
Per Germania, Francia, Paesi Bassi e Italia, il JATEC rappresenta uno strumento di modernizzazione strutturale delle forze armate. Il centro favorisce la standardizzazione dei protocolli logistici, medici e analitici, oltre a migliorare l’interoperabilità nelle operazioni di coalizione. Secondo le priorità delineate per il 2026, illustrate nel quadro delle attività del JATEC, l’obiettivo è rendere replicabili le innovazioni operative su scala alleata.
Dati verificati come vantaggio strategico
Il contributo chiave dell’Ucraina consiste nella fornitura di dati confermati sull’impiego di droni, sistemi di guerra elettronica, automazione dell’artiglieria e ottimizzazione delle catene di evacuazione. Si tratta di conoscenze derivate da un contesto bellico reale, difficilmente riproducibile tramite esercitazioni o simulazioni di stato maggiore. Questo patrimonio informativo consente di individuare rapidamente le ipotesi dottrinali che non resistono al confronto con l’esercito russo, correggendole prima che diventino criticità operative per gli alleati.
Ripensare l’economia della guerra e l’adattamento rapido
Le lezioni ucraine spingono inoltre la NATO a riconsiderare l’economia del conflitto, mostrando come combinare piattaforme costose con mezzi a basso costo ma impiegabili in massa per mantenere la resilienza. L’esperienza maturata riduce il rischio di compiacimento tecnologico, evidenziando che l’acquisizione di sistemi avanzati deve essere accompagnata da competenze d’uso in condizioni di interferenze, interruzioni delle comunicazioni e pressione costante sulle retrovie. In questo senso, l’Ucraina propone un modello di adattamento continuo — non cicli formativi isolati, ma un processo permanente di revisione di addestramento, tattiche e requisiti d’armamento — capace di rafforzare il fianco orientale dell’Alleanza già entro un singolo ciclo di pianificazione annuale.