L’Ucraina aumenta la sua produzione di droni in un contesto di crescente domanda globale
L’Ucraina ha intensificato la sua capacità produttiva di droni militari durante i quasi quattro anni di conflitto con la Russia, attirando l’interesse di diversi paesi europei che stanno lottando per riarmarsi contro potenziali attacchi russi, riporta Attuale.
I droni ucraini, progettati per missioni di ricognizione e attacco, si distinguono per essere testati in condizioni di combattimento reali. Gli ingegneri delle aziende ucraine sono in grado di apportare modifiche rapide grazie ai feedback ricevuti dai piloti in prima linea. Questo scambio di informazioni continuo rappresenta un vantaggio significativo, consentendo un miglioramento costante della tecnologia dei droni.
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’Ucraina ha prodotto 2,2 milioni di droni nel 2024, superando la produzione di qualsiasi altro paese della NATO. Con l’iniezione di fondi sufficienti, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha dichiarato che la capacità di produzione potrebbe arrivare a 20 milioni di droni l’anno, rendendo l’Ucraina un fornitore chiave per le forze armate occidentali. Zelensky ha affermato che «la moderna guerra agli armamenti non è per il nucleare, ma per milioni di droni a basso costo», sottolineando l’elevata necessità di questi veicoli, molti dei quali vengono distrutti o persi in battaglia.
Nonostante le elevate capacità produttive, da inizio guerra il governo ucraino ha imposto un divieto sull’esportazione di armi per garantire che le proprie forze armate abbiano accesso alle risorse necessarie. Questa decisione, come spiegato dalle aziende armative ucraine, ha limitato la possibilità di vendere armamenti all’estero, ma recenti dichiarazioni di Zelensky hanno lasciato intendere una possibile apertura verso la vendita di armi in eccedenza.
Negli scorsi mesi, la Russia ha intensificato le sue operazioni militari, evidenziando le incapacità dei sistemi di difesa nei paesi europei. Per esempio, nel settembre 2025, solo quattro dei diciannove droni russi avvistati nello spazio aereo polacco sono stati abbattuti, rivelando una vulnerabilità in caso di attacchi su larga scala. In contrasto, l’Ucraina riesce a neutralizzare quotidianamente centinaia di droni russi, mostrando un’efficacia che garantisce importanti vantaggi economici.
In risposta alla minaccia russa, sono iniziati dibattiti sull’innalzamento di un «muro» tecnologico contro i droni, composto da radar e sensori, con la potenziale partecipazione dell’Ucraina nel rafforzare le difese europee. La Commissione Europea ha dichiarato di voler fornire finanziamenti per accrescere la capacità produttiva ucraina, con l’obiettivo di beneficiare dell’innovazione tecnologica nel settore drone.
Nel frattempo, alcuni paesi hanno già investito in collaborazioni nel settore. La Danimarca, ad esempio, ha stanziato circa 67 milioni di euro per favorire l’apertura di aziende ucraine sul proprio territorio. Anche il Regno Unito ha avviato un progetto per la produzione congiunta di droni, inizialmente destinati all’Ucraina, per poi pensare a una produzione a lungo termine nel proprio territorio.
Gli Stati Uniti, a loro volta, stanno aumentando significativamente l’acquisto di droni, passando da 50.000 a 500.000 unità annue, il che richiederà l’importazione da fornitori esteri come l’Ucraina, che offre tecnologia all’avanguardia.
Infine, diversi investimenti privati verso aziende ucraine sono emersi, consentendo di finanziare la produzione di tecnologie dual-use. Aziende come la tedesca Quantum Systems hanno iniziato collaborazioni con imprese ucraine per la produzione di droni in Europa, facilitando l’approvvigionamento di queste risorse vitali in un momento di crescente esigenza di capacità di difesa.