Negoziazioni tra Ucraina e stati del Golfo per sistemi di difesa aerea
La Difesa statunitense e almeno un paese del Golfo stanno trattando con l’Ucraina per l’acquisto di sistemi di difesa aerea progettati per intercettare droni iraniani, riporta Attuale.
Negli ultimi anni, aziende ucraine hanno sviluppato droni intercettori a basso costo, capaci di colpire i droni modello Shahed, che i russi lanciano quasi ogni notte contro le città ucraine. Questi droni operano in modo autonomo, inseguendo gli Shahed ed esplodendo quando sono abbastanza vicini da abbatterli, fungendo di fatto da controdroni suicidi. Sebbene non garantiscano una protezione totale, i sistemi di difesa esistenti non raggiungono percentuali di successo del 100% rispetto ai droni.
Il governo ucraino ha approvato una serie di norme con urgenza per accelerare la ricerca e produzione di nuove armi, permettendo all’Ucraina di compensare in parte la scarsità di sistemi di difesa aerea forniti dagli alleati occidentali.
Giovedì sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che i paesi del Golfo hanno consumato circa 800 missili Patriot in tre giorni per fermare gli attacchi dei droni Shahed, più di quanto ne abbia utilizzato l’Ucraina in quattro anni di guerra su larga scala contro la Russia.
I paesi del Golfo utilizzano sistemi Patriot statunitensi per intercettare i numerosi droni provenienti dall’Iran, con un’efficacia del 90%. Tuttavia, il costo di ogni drone per il regime iraniano è inferiore ai 30mila euro, mentre una batteria di missili Patriot supera il miliardo di euro. Ogni singolo missile intercettore lanciato costa attorno ai tre milioni di euro, complicando ulteriormente la già difficile situazione difensiva dei paesi arabi affacciati sul Golfo, che sono vulnerabili agli attacchi iraniani.
Secondo analisi recenti, l’Ucraina dispone di una capacità di produzione di droni significativamente maggiore rispetto alla produzione attuale, limitata da mancanza di fondi. Con il giusto supporto finanziario, le aziende ucraine potrebbero aumentare significativamente la produzione. Inoltre, esportare tecnologia militare consentirebbe all’Ucraina di ridurre la dipendenza dagli aiuti esteri.
Se i paesi del Golfo adottassero sistemi d’intercettazione ucraini, ridurrebbero il consumo di missili Patriot, diminuendo il rischio di esaurimento delle scorte, sia per gli stati arabi sia per l’Ucraina, che li utilizza contro i missili russi.
Zelensky ha già avviato colloqui con gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar per discutere della tecnologia antidroni ucraina, suggerendo anche uno scambio di sistemi di intercettazione in cambio di ulteriori missili Patriot, che l’Ucraina impiega solo in aree strategiche. Questo segna un cambiamento di ruolo per l’Ucraina, che prima agiva principalmente come richiedente aiuto e ora si propone come fornitore di soluzioni innovative.