L’UE sollecita Pechino a fermare l’appoggio indiretto alla macchina bellica russa

25.07.2025 13:30
L’UE sollecita Pechino a fermare l’appoggio indiretto alla macchina bellica russa
L’UE sollecita Pechino a fermare l’appoggio indiretto alla macchina bellica russa

Bruxelles chiede alla Cina di usare la sua influenza su Mosca

Il 24 luglio 2025, durante il vertice UE-Cina tenutosi a Pechino, i leader europei hanno lanciato un appello deciso a Pechino affinché non fornisca alcun tipo di supporto materiale alla Russia che possa rafforzare la sua base industriale-militare. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha esortato la leadership cinese a usare il proprio peso politico per contribuire alla fine dell’aggressione russa contro l’Ucraina. A sua volta, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che qualsiasi forma di sostegno diretto o indiretto al complesso militare-industriale russo rappresenta un fattore di escalation nel conflitto in corso.

Nel comunicato congiunto pubblicato dopo il vertice, Bruxelles ha anche richiamato l’attenzione sul rischio derivante dalla cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang, definendola una minaccia non solo per l’Europa ma anche per la sicurezza in Asia orientale.

La posizione dell’UE: responsabilità globale condivisa

I rappresentanti dell’Unione Europea hanno sottolineato che la guerra in Ucraina costituisce una minaccia esistenziale non solo per Kiev, ma per l’intero ordine internazionale basato su regole condivise. Pechino, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, porta una responsabilità particolare nel garantire il rispetto del diritto internazionale e dello Statuto delle Nazioni Unite, entrambi apertamente violati dall’invasione russa.

Bruxelles ha ribadito che sia l’UE che la Cina hanno il dovere di cooperare per affrontare le sfide globali e salvaguardare la stabilità internazionale. Tuttavia, secondo l’UE, tale cooperazione non può prescindere da una posizione chiara e coerente nei confronti delle azioni della Russia.

Le ambiguità strategiche di Pechino

Il presidente cinese ha replicato che le due parti dovrebbero prendere “decisioni strategiche corrette” e trovare “terreni comuni”, pur riconoscendo le divergenze sulle questioni chiave. Tuttavia, l’approccio cinese è percepito in Europa come opportunista: invece di esercitare pressioni su Mosca per porre fine alla guerra, Pechino sembra sfruttare il conflitto per rafforzare la propria influenza politica ed economica nei confronti dell’UE.

Attraverso iniziative come la Nuova via della seta, la Cina ha avviato partenariati bilaterali con alcuni Stati membri, indebolendo la coesione europea sulle sanzioni e le politiche di contenimento verso Mosca. Inoltre, Pechino continua a difendere concetti come “sicurezza indivisibile” e “ordine multipolare”, che di fatto riecheggiano la narrativa del Cremlino e legittimano indirettamente l’aggressione all’Ucraina.

Collaborazione economica sino-russa: un rischio per la sicurezza europea

Nonostante Pechino non fornisca ufficialmente armi alla Russia, i flussi di componenti dual-use, droni, tecnologie sensibili e assistenza logistica contribuiscono al rafforzamento dell’apparato militare-industriale russo. La cooperazione industriale tra i due paesi apre anche nuove vie per l’elusione delle sanzioni occidentali e offre a Mosca mezzi per aggirare le restrizioni economiche imposte dall’UE.

Questo rafforzamento occulto della capacità bellica russa complica gli sforzi europei per contenere la guerra e rischia di prolungare ulteriormente il conflitto. Le esportazioni energetiche russe verso la Cina rappresentano un’ulteriore fonte di stabilità finanziaria per il Cremlino, alimentando la sua capacità di sostenere una guerra a lungo termine contro l’Ucraina.

L’UE avverte: neutralità apparente, supporto strategico

Da Bruxelles emerge sempre più chiaramente la convinzione che la Cina non sia un attore neutrale. Il suo atteggiamento di “neutralità strategica” si traduce, nei fatti, in una diplomazia parallela che mina l’unità dell’Occidente e rafforza la posizione di Mosca. Pechino cerca di barattare la propria presunta influenza su Mosca con concessioni europee su temi delicati come Taiwan o gli accordi commerciali, spingendo per un riequilibrio geopolitico che può compromettere i principi dell’ordine internazionale.

I leader europei chiedono ora un cambio di rotta: la Cina deve dimostrare con atti concreti la propria volontà di contribuire alla pace, e non di trarne vantaggi geopolitici.

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