Luigi Mangione in tribunale a Manhattan: avvocati puntano a escludere prove nell’omicidio di Brian Thompson

01.12.2025 22:55
Luigi Mangione in tribunale a Manhattan: avvocati puntano a escludere prove nell'omicidio di Brian Thompson

Uccisione di un manager delle assicurazioni: Luigi Mangione rischia ergastolo o pena di morte

Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del manager delle assicurazioni sanitarie UnitedHealthcare, Brian Thompson, si è presentato ieri al tribunale di Centre Street a Manhattan per udienze preliminari decisive. I suoi legali puntano a far dichiarare inammissibili le prime dichiarazioni rese alla polizia e a escludere prove come il “manifesto del killer” e le armi trovate nel suo zaino, riporta Attuale.

Secondo le accuse, Mangione, 27enne e figlio di una famiglia italoamericana facoltosa di Baltimora, ha confessato la sua intenzione di “ribellarsi contro il cartello letale delle assicurazioni sanitarie”, colpendo una compagnia che ritiene “estrae vita umana per denaro”. In una lettera all’FBI, ha espresso rammarico per il trauma causato, affermando: “Francamente questi parassiti se la sono cercata”.

Attualmente, ci sono due processi in corso contro di lui: il primo a livello statale, dove rischia l’ergastolo, e un secondo processo federale, che inizierà il 9 gennaio, dove è possibile la pena di morte. Durante l’udienza, sono stati presentati video di sicurezza che mostrano Mangione nel ristorante McDonald’s il giorno dell’omicidio e le immagini del killer che spara a Thompson mentre si dirigeva a una conferenza.

Nonostante i gravissimi capi di accusa, molti vedono Mangione come un eroe per la sua lotta contro le ingiustizie del settore sanitario. In carcere, ha ricevuto migliaia di lettere di sostegno provenienti da 54 paesi. I suoi avvocati hanno autenticato solo una delle sue risposte, in cui si scusa con una madre che ha denunciato UnitedHealthcare a causa delle difficoltà affrontate dalla figlia malata.

Per finanziare la sua difesa, Mangione ha raccolto 1,34 milioni di dollari, con un contributo anonimo di 50 mila dollari a sostegno delle difficoltà della sua famiglia. Fuori dal tribunale, numerosi sostenitori, tra cui il gruppo “Mangionistas”, manifestano il loro supporto, attirando l’attenzione sui problemi del sistema sanitario americano.

Il clima attorno a questo caso è teso e polarizzante. Mentre alcuni lo considerano un terrorista, altri credono nella sua innocenza o giustificano la sua azione come risposta alle ingiustizie subite. Le opinioni si dividono: chi è convinto che non avrà un processo equo a causa della natura dell’omicidio e chi sostiene fermamente la necessità di riformare il sistema sanitario americano.

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