Luigi Marattin: il governo deve agire per stimolare la crescita economica in Italia

24.04.2026 03:55
Luigi Marattin: il governo deve agire per stimolare la crescita economica in Italia

Crisi economica in Italia: opportunità e sfide per il futuro

Roma, 23 aprile 2026 – L’Italia non è riuscita ad anticipare di un anno l’uscita dalla procedura di infrazione. E ora che cosa succede? “Due cose – spiega Luigi Marattin, deputato e fondatore del partito Liberaldemocratico -. La prima è che l’Italia non dovrà sottostare al vincolo di ridurre il rapporto debito/Pil di un punto l’anno, che sarebbe molto complicato, data la coda del Superbonus. La seconda è che non possiamo usare la clausola di salvaguardia che consente di indebitarci – al di fuori delle regole del Patto – per aumentare la spesa militare. Così il governo non avrà bisogno di passare i prossimi mesi, prima delle elezioni, a spiegare perché ci indebitiamo per comprare armi e non per abbassare le bollette agli italiani. Insomma, senza essere complottisti, ma diciamo che non penso che al governo sia andata poi così male”, riporta Attuale.

Giorgetti, però, prevede addirittura scenari di recessione. Troppo pessimista, come lascia filtrare Palazzo Chigi? “Il suo problema non è il pessimismo, ma che appartiene ad una forza politica che – sotto la guida di Salvini – sostiene il contrario di ciò che andrebbe fatto per risollevare la nostra economia. Giorgetti ha fatto quello che ha potuto, ma quando c’è una distanza così grande tra quello su cui hai sciaguratamente preso i voti e quello che, una volta arrivato al governo, ti rendi conto essere necessario fare (pensiamo al tema pensioni) è chiaro che l’azione diventa meno incisiva”.

Il problema resta la bassa crescita: che cosa si può fare? “La crescita non è una bacchetta magica. Le decisioni che prendi oggi hanno effetto tra mesi, se non tra anni. Ecco perché la politica italiana deve smetterla di perdere tempo e andare al sodo. Noi del Partito Liberaldemocratico abbiamo una ricetta chiara”.

Prego.

“Primo, una ondata senza precedenti di liberalizzazioni economiche, per liberare le energie represse della nostra economia. Secondo, una rivoluzione fiscale che abbassi le tasse di 70 miliardi in 5 anni, ma dicendo chiaramente che verrà finanziata tagliando la spesa pubblica. Terzo, la riforma della contrattazione collettiva: spostare tutto, tranne salario minimo e recupero inflazione programmata, alla contrattazione territoriale, in modo da dare uno slancio alla produttività. Quarto, smetterla con i timori e tornare subito al nucleare.”

Non sarebbe opportuno sospendere il Patto di stabilità per dare un aiuto all’economia? “Viviamo in tempi in cui, a livello internazionale, la mattina non sai cosa potrà succedere il pomeriggio. Non abbiamo mai vissuto una tale incertezza, che è il nemico numero uno dell’economia. Se la situazione peggiorerà, certo prima di uccidere il paziente, sarà la stessa UE a sospendere il Patto, come è successo col Covid e con la guerra in Ucraina. Prima di allora, eviterei di essere noi a chiedere due cose. La sospensione delle regole, visto che a fine anno saremo il paese più indebitato della UE. E nuovi eurobond, visto il modo in cui siamo riusciti a sprecare il Pnrr. Perché se l’incertezza è il primo nemico dell’economia, la credibilità è il suo miglior amico.”

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