L’ultima lezione di Maria Cristina Gallo sulla burocrazia sanitaria: “Scuotere le coscienze indifferenti al dolore”

10.10.2025 16:25
L'ultima lezione di Maria Cristina Gallo sulla burocrazia sanitaria: "Scuotere le coscienze indifferenti al dolore"

Maria Cristina Gallo, insegnante di italiano e storia di 56 anni, è morta dopo una lunga battaglia contro un leiomiosarcoma al quarto stadio con metastasi diffuse. Durante la sua lotta, Gallo ha denunciato l’indifferenza della burocrazia sanitaria italiana, sottolineando il doloroso ritardo nella diagnosi e nel trattamento, un tema di rilevanza cruciale nel contesto attuale. “Sto combattendo per la vita: il pensiero di poter salvare altre persone con questa lotta e di poter tutelare i nostri figli in un futuro a me dà molta forza”, ha dichiarato Gallo in una delle sue ultime interviste, mentre il suo caso ha già portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Trapani e ha stimolato una maggiore attenzione verso i diritti dei pazienti, riporta Attuale.

Chi è Maria Cristina Gallo, i figli, la malattia

L’insegnante di italiano e storia in un istituto superiore di Mazara del Vallo, Gallo ha condiviso la sua esperienza con il cancro nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle criticità del sistema sanitario italiano. Ha dovuto attendere otto mesi per ricevere il referto di una biopsia, un ritardo che ha definito “doloroso” e che ha colpito anche altre persone nella sua stessa situazione. “Il rimpallo di responsabilità attorno a questa tragedia è davvero doloroso”, ha commentato.

Il tempo perso per le cure salvavita

Gallo ha richiesto l’esame istologico nel dicembre 2023 dopo un’isterectomia e ha ricevuto il risultato solo nell’agosto 2024. A quel punto, il suo quadro clinico era già gravemente compromesso. Le sedute di chemioterapia sono diventate una corsa contro il tempo, con viaggi all’alba verso Milano per cure urgenti. In un’intervista di marzo, ha affermato: “Voglio credere nella giustizia che genera bene”, esprimendo il suo desiderio di combattere per i diritti di tutti.

Dieci medici indagati dalla Procura di Trapani

La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta su 10 medici in relazione al caso di Maria Cristina Gallo. Le indagini hanno già rivelato ritardi significativi e disfunzioni nel sistema sanitario nazionale. Gli ispettori inviati dal ministero della Salute hanno trovato criticità nell’elaborazione degli esami, portando all’allontanamento dell’ex direttore generale Ferdinando Croce e a una maggiore attenzione da parte del Parlamento italiano, che ora deve affrontare questa grave problematica.

“Voglio rappresentare tutti i deboli”

Gallo ha espresso il suo rifiuto verso un sistema sanitario che danneggia i più vulnerabili, affermando: “Questo sistema di pressappochismo e supponenza danneggia tutti, non ha danneggiato solo me”. Ha auspicato di rappresentare, attraverso la sua battaglia, “tutti gli ammalati che non hanno voce”. Cresce la consapevolezza pubblica sull’importanza di diagnosi tempestive, in particolare quando si tratta di tumori, dove ogni mese può rivelarsi decisivo. “È un sistema che si autodistrugge”, ha concluso, non dimenticando di sottolineare il ruolo positivo di molti medici, spesso impotenti di fronte a un sistema inefficiente.

No alla rabbia, ma desiderio di cambiare le cose

Maria Cristina Gallo ha scelto di non lasciarsi sopraffare dalla rabbia, considerata un sentimento distruttivo. “Ho un grande desiderio di cambiare le cose”, ha affermato, evidenziando il bisogno di “scuotere le coscienze incoscienti”, un messaggio che continua a risuonare mentre il suo caso spinge verso una necessaria riforma del sistema sanitario.

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