UNICEF Potenzia l’Istruzione a Gaza per 336.000 Bambini a Rischio
NEW YORK – L’UNICEF ha annunciato un incremento significativo delle sue iniziative educative a Gaza, con il programma Back to Learning che si estenderà a 336.000 bambini in un contesto di emergenza educativa. Questo intervento, come dichiarato dal portavoce dell’UNICEF, James Elder, è essenziale in seguito a quasi due anni e mezzo di conflitti che hanno gravemente compromesso l’istruzione nella regione, con il 60% dei bambini in età scolare privi attualmente di accesso all’istruzione in presenza. L’affermazione di Elder sottolinea che oltre il 90% delle scuole è stato danneggiato o distrutto e che 335.000 bambini sotto i cinque anni rischiano gravi ritardi nello sviluppo a causa dell’impatto del conflitto, riporta Attuale.
“Non si tratta di un’iniziativa superflua, ma di un’emergenza”, ha ribadito Elder. La storica tradizione educativa dei palestinesi di Gaza è ora sotto attacco, con scuole, università e biblioteche distrutte, investendo il futuro di una generazione. “Ogni bambino a cui viene negato l’accesso all’istruzione è un futuro ingegnere, medico, insegnante o studioso che perdiamo”, ha aggiunto.
L’UNICEF ha messo in evidenza l’importanza della ricostruzione delle infrastrutture educative di Gaza come parte della strategia di recupero post-conflitto. “Ripristinare l’istruzione significa ripristinare le possibilità”, ha affermato Elder, sottolineando i piani per l’apertura di centri di apprendimento multiservizio che offriranno non solo istruzione, ma anche supporto psicologico e psicosociale.
Attualmente, l’UNICEF sostiene oltre 100 spazi per l’apprendimento a Gaza, dove i bambini possono acquisire competenze fondamentali e partecipare a attività che favoriscono il loro benessere mentale. “Stiamo affrontando un’operazione complessa in uno degli ambienti più difficili al mondo”, ha dichiarato Elder, ribadendo la necessità di garantire un ambiente sicuro per l’apprendimento.
Inoltre, Elder ha sottolineato che l’UNICEF ha già avviato altre iniziative, come la distribuzione di beni di prima necessità, evidenziando che “l’istruzione è fondamentale per la sopravvivenza”. I centri educativi non solo forniscono un luogo di apprendimento, ma sono anche spazi sicuri per i bambini in un contesto precarico.
La crescita della domanda di posti nei centri di apprendimento è palpabile, con lunghe liste d’attesa e famiglie che creano aule improvvisate. Elder ha affermato: “Non ci sono dubbi: la domanda è enorme, i genitori sono disperati”. In questa cornice, ogni centro esistente è pronto a ricevere bambini, mentre l’UNICEF cerca di ottenere finanziamenti per raggiungere l’obiettivo di 336.000 bambini. “Il costo per far frequentare un bambino un centro di apprendimento è di circa 280 dollari all’anno”, ha certamente sottolineato. “Per continuare, abbiamo bisogno urgentemente di 86 milioni di dollari.”
“Gaza ha una delle tradizioni di alfabetizzazione più forti al mondo”, ha concluso Elder, sottolineando che l’iniziativa Back to Learning non mira solo alla sopravvivenza, ma a preservare il futuro di Gaza. Per i bambini, questa iniziativa rappresenta una via d’accesso a una vita migliore e la possibilità di riprendere l’istruzione formale, ripristinando la routine e la dignità perdute. “È così che la speranza diventa pratica e così si ricostruisce il futuro”, ha dichiarato infine il portavoce dell’UNICEF.
È tragico vedere come le guerre distruggano non solo le vite, ma anche il futuro dei bambini. L’istruzione deve essere una priorità, non un’opzione. Spero che l’UNICEF riesca a raggiungere il suo obiettivo di sostenere tutti questi piccoli. È davvero fondamentale!