L’Unione Europea minaccia di revocare i fondi alla Biennale di Venezia per la riapertura del padiglione russo

11.04.2026 17:55
L'Unione Europea minaccia di revocare i fondi alla Biennale di Venezia per la riapertura del padiglione russo

Roma, 11 aprile 2026 – La Commissione europea ha avviato la procedura per congelare o revocare i fondi alla Biennale di Venezia per aver permesso alla Russia di riaprire il “suo” padiglione, chiuso dal 2022. La notizia, confermata da fonti della Commissione Ue, è stata comunicata ufficialmente al presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco con una lettera. L’agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, parte della Commissione Ue, ha dato alla Biennale trenta giorni per chiarire la propria posizione o fare retromarcia. In caso contrario, perderà una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni (dal ’25 al ’28), riporta Attuale.

Salvini: “Siamo alla follia”

“Siamo veramente alla follia”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “In queste ore leggevo il volgare ricatto della burocrazia europea nei confronti di uno degli enti culturali più rilevanti e liberi del mondo, la Biennale d’arte di Venezia: ‘ti tolgo i fondi perché osi invitare gli artisti russi’. Con quello che accade nel mondo e in Iran, che a Bruxelles minaccino le istituzioni culturali italiane è veramente imbarazzante”, ha aggiunto Salvini.

Bonelli: “Doppio standard”

“La vicenda della Biennale di Venezia mette in luce un doppio standard politico sempre più evidente e inaccettabile nelle scelte dell’Unione Europea, evidenziandone l’ipocrisia”, ha affermato Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Da una parte la Commissione europea alza la voce, minaccia sanzioni, sospende finanziamenti e richiama il rispetto del diritto internazionale per la presenza della Russia. Dall’altra parte tace e non pone alcuna condizione sulla partecipazione di Israele, nonostante il genocidio perpetrato a Gaza e le oltre 70.000 vittime, molte delle quali donne e bambini. Questo doppio standard mina la credibilità stessa delle istituzioni europee: si invoca la coerenza del diritto internazionale solo in alcuni casi, mentre in altri prevale un silenzio politico assordante”.

Bonelli ha anche sottolineato che, già lo scorso 17 marzo, 187 artisti, curatori e operatori del settore artistico che parteciperanno alla Biennale di quest’anno hanno scritto una lettera al Presidente e al Consiglio direttivo della Fondazione, chiedendo di non dare visibilità allo Stato israeliano mentre commette un genocidio, come gesto di sostegno ai colleghi artisti palestinesi. Ha quindi invitato la Commissione europea e le istituzioni culturali coinvolte ad adottare criteri chiari e coerenti nell’applicazione del diritto internazionale.

M5S: Giuli in Parlamento

“La decisione della Commissione europea di avviare ufficialmente la procedura per la revoca dei fondi alla Biennale di Venezia è un atto grave e arrogante. È un’ingerenza politica sull’autonomia e sulla libertà culturale degli italiani”, ha tuonato il presidente dei senatori M5S Luca Pirondini. “Difendere l’autonomia della Biennale significa difendere la libertà della cultura da ogni forma di pressione esterna”.

Pirondini ha anche richiesto che Alessandro Giuli si presenti in Parlamento per chiarire se intende obbedire a Bruxelles o difendere un’istituzione simbolo del nostro Paese, concludendo che non si deve farsi guidare da esponenti del governo privi di competenza in materia culturale.

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