DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea ha proposto mercoledì agli Stati membri di sospendere parzialmente le disposizioni commerciali dell’accordo di associazione Ue-Israele che prevedono un trattamento di favore a livello di dazi e di sanzionare due ministri estremisti — Smotrich alle Finanze e Ben-Gvir alla Sicurezza nazionale —, tre coloni violenti e sei organizzazioni a loro collegate più dieci membri del gruppo direttivo di Hamas, riporta Attuale.
La Commissione ha anche deciso di sospendere il sostegno bilaterale a Israele, senza compromettere la cooperazione con la società civile israeliana e gli aiuti al centro Yad Vashem.
Gli Stati membri decideranno a maggioranza qualificata la sospensione parziale delle disposizioni commerciali e all’unanimità le sanzioni. Finora non solo non è mai stato possibile avere l’unanimità in Consiglio, ma nemmeno la maggioranza qualificata. Sulle sanzioni ai coloni, tuttavia, Germania e Italia sono favorevoli. I Paesi che continuano a difendere Israele sono Germania, Italia, Austria, Ungheria, Repubblica ceca, Bulgaria.
«Gli orribili eventi che si verificano quotidianamente a Gaza devono cessare», ha scritto su X la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. È necessario un cessate il fuoco immediato, un accesso illimitato per tutti gli aiuti umanitari e il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas. L’Ue rimane il principale donatore di aiuti umanitari. Continuiamo inoltre a sostenere con fermezza la soluzione dei due Stati, che è stata compromessa dalle recenti azioni di insediamento del governo israeliano in Cisgiordania.
Le proposte della Commissione, nel dettaglio
La Commissione non sta proponendo di sospendere il commercio con Israele, «gli scambi commerciali continueranno ad avvenire ma a condizioni diverse perché proponiamo di sospendere le preferenze di favore», ha spiegato un funzionario Ue.
La Commissione propone in pratica di introdurre dei dazi su quei prodotti israeliani che godevano di zero dazi e di applicare il trattamento generale previsto dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che prevede il principio della nazione più favorita.
Se la proposta sarà adottata dal Consiglio andrà notificata al Consiglio di associazione, l’organismo che gestisce il funzionamento dell’accordo di associazione tra l’Ue e Israele, e le misure entreranno in vigore solo 30 giorni dopo tale notifica.
Di quali merci si parla: prodotti agricoli (ma non le armi)
La proposta colpisce le clausole che hanno creato la zona di libero scambio tra Ue e Israele. Nel 2024 Israele ha esportato nell’Unione europea merci per 15,9 miliardi (principalmente macchinari e mezzi di trasporto, prodotti chimici e altri manufatti) mentre l’Ue ha esportato per 26,7 miliardi.
La sospensione delle preferenze tariffarie riguarda il 37% delle esportazioni israeliane di beni verso l’Unione (merci per un valore di 5,8 miliardi): si tratta principalmente di prodotti agricoli (frutta e verdura, frutta secca).
Alle armi continueranno a essere applicati dazi zero perché non soggette al trattamento preferenziale previsto nell’accordo di associazione.
L’importo aggiuntivo dei dazi che dovrebbero essere pagati dagli importatori europei sarà di circa 227 milioni di euro.
Le sanzioni
La Commissione propone di sanzionare con il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nell’Ue i ministri Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusati di incitamento all’odio.
Bruxelles propone anche di sanzionare 10 membri del gruppo direttivo di Hamas, ritenuti responsabili degli attacchi terroristici.
Inoltre sono previste sanzioni contro tre coloni violenti e sei organizzazioni a loro collegate.
Il sostegno bilaterale
Sarà sospeso lo stanziamento annuale per Israele per il 2025, di circa 6 milioni di euro.
Per quanto riguarda i progetti e le attività già in corso, la Commissione non procederà ulteriormente, il che significa che i singoli contratti saranno ora sospesi.
Non saranno sospesi i circa 20 milioni già stanziati a sostegno delle misure di lotta all’antisemitismo.
Proseguiranno anche gli aiuti alla società civile, per la quale sono già stati stanziati circa 10 milioni di euro per il periodo dal 2021 al 2024.
Infine, ci sarà una parte specifica di 5 milioni di euro destinata a sostenere iniziative di costruzione della pace attraverso organizzazioni della società civile israeliana e palestinese.