Misure disciplinari per i dirigenti scolastici dopo il suicidio di un adolescente
Dopo il tragico suicidio di Paolo Mendico, un ragazzo di 14 anni, l’Ufficio scolastico regionale ha sanzionato la preside dell’Istituto Pacinotti di Fondi (Latina) con tre giorni di sospensione e decurtazione dello stipendio. La vicepreside ha ricevuto venti giorni di sospensione, mentre la responsabile della succursale di Santi Cosma e Damiano è stata sanzionata per dieci giorni. Secondo il sindacato DirigentiScuola, la contestazione degli addebiti sarebbe stata notificata alla preside poche ore dopo l’incidente, prima dell’inizio della visita ispettiva, mentre le due insegnanti avrebbero ricevuto comunicazioni a ottobre, dopo il completamento dell’accertamento ispettivo, riporta Attuale.
Il presidente del sindacato, Attilio Fratta, contesta la legittimità delle sanzioni, definendole “una ricerca di un capro espiatorio”. Fratta evidenzia la disparità di trattamento: la contestazione alla dirigente è stata avviata immediatamente sulla base di notizie di stampa, mentre per i docenti si è atteso il rapporto ispettivo. Questa relazione, negativa per i dirigenti, è stata negata alla preside ma poi divulgata dai media, proseguendo il “massacro mediatico” intorno all’accaduto. Il sindacato annuncia che richiederà l’annullamento delle misure adottate.
Nel frattempo, la Rete degli studenti lancia un appello per l’implementazione di sportelli psicologici in ogni scuola, chiedendo anche l’introduzione di un’educazione sessuoaffettiva ed emotiva. Bianca Piergentili, coordinatrice del movimento, sottolinea l’importanza di creare una scuola orientata sulla cura e la prevenzione, non limitandosi a sanzioni temporanee. Inoltre, Christian Raimo, docente in un liceo romano, ha evidenziato il contenuto della lettera di Paolo Mendico, nella quale il giovane esprime con lucidità accuse gravi riguardo alla situazione nella sua scuola.