La Francia abbandona Microsoft Teams per una questione di sovranità digitale
Lo scorso gennaio, il governo francese ha annunciato che, a partire dal 2027, la pubblica amministrazione abbandonerà l’app di telecomunicazioni Microsoft Teams, sostituendola con Visio, un servizio sviluppato internamente. Questa mossa mira a difendere la «sovranità digitale» della Francia, in risposta alle crescenti preoccupazioni riguardanti l’influenza delle aziende della Silicon Valley, come Microsoft, sull’amministrazione statunitense di Donald Trump, che ha minacciato ritorsioni contro l’Europa in caso di misure considerate troppo severe nel settore tecnologico, riporta Attuale.
L’argomento de «autonomia strategica» dell’Unione Europea è tornato attuale, poiché l’Europa continua a dipendere fortemente dai servizi tecnologici statunitensi. Come sottolineato dall’europarlamentare finlandese Aura Salla, «l’Unione Europea si basa su Microsoft per funzionare. Gli Stati Uniti potrebbero disattivarci nel giro di un’ora». Questo stato di dipendenza mette in evidenza le vulnerabilità dell’Europa nel settore digitale.
Il predominio degli Stati Uniti non si limita a singoli servizi, ma è sostenuto da un’ampia infrastruttura tecnologica sviluppata in due decenni, per la quale non esistono equivalenti europei. Questa “pila tecnologica” include hardware, software, data center e servizi cloud, tutti fondamentali per l’operatività di servizi avanzati come l’intelligenza artificiale. Microsoft Teams rappresenta solo la parte superficiale di questa complessità, mentre Microsoft Azure, la divisione cloud dell’azienda, ne costituisce la base cruciale.
Sostituire Microsoft Teams è relativamente semplice, ma trovare alternative per i servizi cloud statunitensi è estremamente complesso. Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha tentato di regolare il mercato digitale, ma con risultati deludenti. Roberto Baldoni, Senior Advisor presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, ha evidenziato la difficoltà della Commissione europea, dichiarando: «Non si può regolare ciò che non produci».
Secondo l’economista Cristina Caffarra, il predominio delle aziende statunitensi è in parte frutto delle scelte istituzionali europee, che hanno concentrato regolamenti su aspetti superficiali, mentre la vera infrastruttura statunitense ha continuato a radicarsi in Europa. Il risultato è una mancanza di aziende europee di grande dimensione per competere con giganti come Google, Amazon e Microsoft.
Caffarra richiama l’attenzione su un avvertimento di Meredith Whittaker nel 2024: «Quello di cui avete bisogno davvero è l’infrastruttura su cui tutto poggia, che non è vostra. E se l’infrastruttura vi si rivolta contro, siete fottuti».
Nonostante ciò, l’Unione Europea controlla l’olandese ASML, l’unica azienda al mondo in grado di produrre macchine per la litografia ultravioletta estrema, essenziali per fabbricare chip avanzati. ASML ha recentemente investito 1,3 miliardi di euro in Mistral, la principale azienda di intelligenza artificiale d’Europa, evidenziando l’importanza della difesa delle capacità tecnologiche europee.
Anche l’azienda olandese Nexperia, produttrice di semiconduttori, ha attirato l’attenzione del governo olandese, il quale ha preso il controllo dell’azienda per garantire l’accesso ai suoi prodotti in caso di emergenze. Nel frattempo, Amazon sta sviluppando un progetto di cloud indipendente all’interno dell’Unione Europea, per garantire la sovranità dei dati degli utenti europei.
Le istituzioni europee stanno approntando misure per affrontare le pressioni statunitensi. Giulia Pastorella, deputata di Azione, ha affermato che l’Europa deve riconoscere le proprie vulnerabilità e forze, in particolare nel settore dei semiconduttori, dove la presenza fisica è decisiva. Citando nuovi progetti come il Cloud Sovereignty Framework e il Pacchetto di sicurezza per il 5G, Pastorella sottolinea un cambio di approccio nelle istituzioni europee.
Tuttavia, non mancano le critiche alla fattibilità di un «eurostack». Giovanni Zaccaroni, professore associato all’Università Milano Bicocca, avverte del rischio di adottare un approccio isolazionista simile a quello di Trump, minacciando i principi di cooperazione dell’Unione. Creare alternative ai servizi statunitensi in tempi brevi appare irrealistico e, secondo Zaccaroni, l’Unione Europea dovrebbe concentrarsi sulla deterrenza digitale, sfruttando le proprie competenze tecnologiche per influenzare la catena del valore globale.