Crisi di governo in Francia: Lecornu annuncerà decisioni chiave questa sera
Dopo due giorni di consultazioni, il primo ministro dimissionario Sébastien Lecornu parlerà ai francesi stasera durante il telegiornale delle 20, annunciando se gli intensi negoziati richiesti dal presidente Emmanuel Macron hanno portato a qualche risultato, o se la Francia rimarrà senza un governo, riporta Attuale.
Questa mattina, Lecornu ha apertamente discusso della situazione con il Paese, avviando una serie di consultazioni frenetiche, in particolare con la sinistra, escludendo però i gruppi radicali guidati da Jean-Luc Mélenchon.
Lecornu ha accennato a una “buona notizia”, segnalando che il dialogo tra le forze politiche ha evidenziato la volontà di approvare un bilancio entro la fine dell’anno, distaccando così la possibilità di scioglimento dell’Assemblea nazionale e di elezioni anticipate.
Intanto, una delegazione socialista guidata da Olivier Faure ha incontrato Lecornu a Matignon, auspicando un “sblocco della situazione”. Faure ha dichiarato di voler che i socialisti diventino “artefici” della soluzione, non chiedendo le dimissioni di Macron né elezioni immediate, ma la nomina di un premier di sinistra per sostenere un bilancio necessario, fondamentale per evitare l’aggravarsi della situation finanziaria, già critica a causa di un debito pubblico che supera i 3400 miliardi di euro.
Un aspetto cruciale per la formazione di un nuovo governo socialiste è la sospensione della riforma delle pensioni, considerata una condizione imprescindibile. Faure ha avvertito che teme che ci sia solo un “congelamento” e che ciò potrebbe non soddisfare le richieste delle forze progressiste.
Le posizioni restano nette: Faure desidera un governo, ma non intende collaborare con i macronisti, il che complica ulteriormente la creazione di una maggioranza. Con i partiti all’estrema destra e sinistra già pronti a votare contro qualsiasi governo, chiedendo elezioni anticipate, le opzioni per Lecornu si riducono.
La situazione appare surreale, con richieste in campo che appaiono irrealizzabili, mentre in attesa di nuove dichiarazioni, il primo ministro ha visto diminuire la sua credibilità, a causa di una lista di ministri insediata e subito annullata.