Macron, Merz e Tusk a Chișinău per sostenere il percorso europeo della Moldavia

02.09.2025 09:30
Macron, Merz e Tusk a Chișinău per sostenere il percorso europeo della Moldavia
Macron, Merz e Tusk a Chișinău per sostenere il percorso europeo della Moldavia

Il 27 agosto 2025, in occasione della Giornata dell’Indipendenza, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco Donald Tusk hanno visitato Chișinău, a un mese dalle elezioni parlamentari del 28 settembre. Dopo l’incontro con la presidente Maia Sandu, i tre leader hanno ribadito la solidarietà politica con la Moldavia, condannato le interferenze russe e promesso ulteriore sostegno tecnico e finanziario. La visita rappresenta un chiaro messaggio a Mosca e un segnale agli elettori moldavi che l’Unione europea considera il Paese parte integrante del suo futuro politico ed economico.

Un tracciato comune con l’Ucraina verso l’UE

La Moldavia è candidata all’adesione dal 2022 e lo scorso luglio ha ospitato il primo vertice Moldavia-UE. Il percorso di Chișinău è strettamente legato a quello di Kiev: entrambe le capitali affrontano la pressione della Russia e coordinano riforme su giustizia, anticorruzione, mercato e appalti pubblici. Le interconnessioni energetiche con la Romania, la sincronizzazione con la rete europea e i progetti logistici sul Danubio consolidano la cooperazione. Una sconfitta delle forze europeiste indebolirebbe il “fronte posteriore” dell’Ucraina, mentre una loro vittoria rafforzerebbe l’integrazione e la resilienza dell’intera regione.

Elezioni come banco di prova contro le operazioni ibride di Mosca

Le elezioni del 28 settembre sono considerate un test cruciale di resistenza al fronte pro-russo. Oltre alla disinformazione, Mosca sostiene progetti politici legati agli eredi della bandita formazione Șor e ad altri leader come Igor Dodon e Vladimir Voronin. La diaspora moldava, circa mezzo milione di persone soprattutto in UE, potrebbe risultare decisiva e per questo è bersaglio di campagne di manipolazione online e attacchi informatici contro i sistemi elettorali. Eventuali successi dei partiti filo-russi aprirebbero un corridoio di influenza attraverso la Transnistria verso il Mar Nero, con conseguenze dirette per la sicurezza dell’UE, la logistica ucraina e la stabilità regionale.

Conseguenze geopolitiche di una svolta filo-russa

Un cambio di rotta a favore di Mosca significherebbe arretramento delle riforme, pressione sugli investitori europei e trasformazione del sistema mediatico in strumento di propaganda. Per Bruxelles crescerebbero i rischi di crisi in Transnistria, oneri umanitari e nuove ondate migratorie. La Romania e la Polonia si troverebbero in prima linea davanti a una maggiore instabilità ai confini orientali della NATO. Al contrario, l’allineamento con l’UE aprirebbe la strada ai primi capitoli negoziali già dall’autunno e garantirebbe accesso a strumenti di finanziamento europei, rafforzando la sicurezza dal Mar Nero ai Carpazi.

Un messaggio politico forte e simbolico

Nelle dichiarazioni a Chișinău, Merz ha affermato che “le porte dell’Unione europea sono aperte”, mentre Tusk ha ricordato che la Polonia vent’anni fa si trovava nella stessa posizione della Moldavia. Macron ha definito “menzogna” la narrativa russa che descrive l’UE come aggressiva, contrapponendole l’immagine di un’unione volontaria fondata sul diritto e sulla prevedibilità. Sandu ha parlato di “una grande famiglia della pace”, evidenziando che l’adesione europea rappresenta stabilità, in contrapposizione al caos proposto dal Cremlino.

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