Netanyahu ignora il richiamo dei generali e insiste per un’operazione totale a Gaza

02.09.2025 09:35
Netanyahu ignora il richiamo dei generali e insiste per un'operazione totale a Gaza

Contrasti nell’operazione militare israeliana: tensioni tra politici e militari

DAL NOSTRO INVIATO
TEL AVIV – Durante il gabinetto di sicurezza convocato dal primo ministro Bibi Netanyahu, la ministra Orit Malka Strook ha interrotto la discussione riguardante i piani militari su Gaza, cercando di imporre la sua visione religiosa. In un clima di forte tensione, la Strook ha citato il Deuteronomio per mettere in discussione il coraggio del generale Eyal Zamir, che ha espresso la necessità di un accordo, anche parziale, con Hamas per riportare a casa gli ostaggi. Zamir ha invece dichiarato con fermezza che la sua missione è impedire un Iran nucleare e distruggere Hamas, segnalando una netta opposizione alle posizioni della ministra religiosa, riporta Attuale.

Il premier e i ministri, tuttavia, spingono per un’azione decisiva: “Dimenticate gli accordi parziali sui rapiti e invade Gaza con tutte le forze”, richiedono, seguendo le orme di Donald Trump e ignorando le ripercussioni di un’occupazione totale. Le riunioni di gabinetto sono caratterizzate da rancori evidenti all’interno delle forze armate israeliane, che temono che un’occupazione prolungata non porterebbe a una vittoria decisiva su Hamas. Questo clima di conflitto interno è aggravato dalla preoccupazione per l’apertura di un nuovo fronte nello Yemen, dopo l’eliminazione del capo Houthi, e dalla stanchezza crescente tra le truppe, come sottolineato da Zamir.

Nel contesto attuale, il generale ha messo in guardia contro la creazione di un governo militare in Gaza, sostenendo che la responsabilità della popolazione non dovrebbe ricadere esclusivamente sui militari. Itamar Ben-Gvir, un altro ministro di spicco, sta spingendo per espellere milioni di palestinesi per evitare una sotto-governance militare, ma gli alti ufficiali stanno mantenendo la linea rossa contro quest’idea, consapevoli dell’opposizione pubblica a un’ulteriore operazione militare.

Nonostante le tensioni crescenti, la questione del rilascio degli ostaggi resta un tema cruciale: “L’accordo sul rilascio è sul tavolo, ma Netanyahu si rifiuta di discuterne”, ha commentato l’analista Ben Caspit. La continua paura del premier nei confronti dei ministri estremisti è tale da farlo diventare ostaggio sia dei fanatici che degli altri, creando una situazione insostenibile. “Siamo finiti in un triangolo delle Bermuda”, ha concluso un funzionario anonimo.

1 Comment

  1. Incredibile che in una situazione così delicata ci si perda in discussioni religiose invece di cercare soluzioni pratiche. Tuttavia, penso che una guerra totale in Gaza porterà solo a più sofferenza e non a una vera soluzione. Ma che cavolo si stanno inventando?

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