Roberto Vannacci propone un’Italia con politiche familiari forti e una normativa controversa
Nell’ultima puntata del suo programma, Roberto Vannacci ha delineato la sua visione per l’Italia dei prossimi dieci anni, immaginando un Paese dove il terzo figlio azzera gli interessi sul “mutuo tricolore“, viene negato il diritto all’aborto e le unioni civili sono eliminate. La televisione, dalle 6 alle 23, dovrà allontanare i bambini da contenuti “genderisti” e “omosessualisti”. Vannacci propone anche un incremento della presenza di uniformi nelle scuole e nei quartieri considerati degradati, affermando che Roma sarebbe pronta a respingere eventuali diktat imposti da Bruxelles, riporta Attuale.
La sua proposta si inserisce nel contesto di una “estate costituente”, come parte del programma di Futuro Nazionale, in preparazione delle prossime Politiche. Nella prima parte, Vannacci ha già espresso la sua contrarietà a ciò che definisce “mondo al contrario”, promuovendo ideali di remigrazione e tolleranza zero, mentre il “patriarcato mediterraneo” viene descritto come qualcosa da “proteggere e non criminalizzare”.
Affrontando la questione della denatalità, Vannacci ha dichiarato che questo sarà “l’unico istituto di coppia”, chiedendo la revoca delle unioni civili e limitando le adozioni ordinarie a coppie formate da un padre e una madre. Fornendo un welfare patriottico, ha introdotto proposte come un reddito di rinascita per le madri fino ai 12 anni e la possibilità di estenderlo fino ai 18 per le famiglie più vulnerabili. Il mutuo tricolore favorirà coloro che avranno un terzo figlio, azzerando gli interessi, e saranno proposte quote azzurre per i dipendenti pubblici con famiglie numerose.
Vannacci intenderebbe presentare queste proposte all’Unione Europea, chiedendo una deroga al Patto di stabilità per favorire quella che definisce “riattivazione demografica”; secondo lui, la questione demografica dovrebbe avere priorità rispetto al Green Deal e alla spesa militare. Anche i diritti dei nascituri vengono enfatizzati, con la proposta di garantire agevolazioni e bonus già durante la gravidanza. In merito all’aborto, Vannacci ha dichiarato in modo categorico: “Non è un diritto”, prevedendo che la legge 194 rimanga valida ma con risorse pro-vita nei consultori e limitazioni per la pillola Ru-486, sia in contesti ambulatoriali che domiciliari. Inoltre, ha proposto l’istituzione di un ministero della Vita e “culle per la vita” negli ospedali.
Il focus principale del suo programma è sui temi di famiglia e sicurezza dello Stato. Nelle aree ad alta criminalità, Vannacci prevede la presenza di soldati con “specifici poteri e qualifiche giuridiche”. A livello educativo, introduce l’idea di “educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale” nelle scuole e propone campi volontari di formazione militare, enfatizzando la valenza civica. Sottolinea, infine, il rifiuto a una spesa militare del 5% del Pil e al Safe europeo, rivendicando l’autonomia di Roma.