Accordo storico tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia per la presenza militare
Martedì, Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno firmato un accordo che consentirà una maggiore presenza militare statunitense in Groenlandia. L’accordo, riporta Attuale.
Questo accordo prevede il «rinnovo e l’espansione» della base militare di Pituffik e la costruzione di due ulteriori basi, una a Narsarsuaq nel sud dell’isola e una a Mestersvig sulla costa orientale. Inoltre, garantisce libertà di movimento per le forze armate statunitensi e vieta la presenza di paesi non membri della NATO sull’isola. La cerimonia di firma si è svolta con la partecipazione della prima ministra danese Mette Frederiksen e del primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
Il presidente Donald Trump ha descritto l’accordo come un «fantastico» e «per sempre», ma al di là delle affermazioni, questo accordo potrebbe porre fine alle tensioni diplomatiche riguardanti la Groenlandia, iniziate con il suo interesse nel territorio. Dal 2019, Trump ha cercato di aumentare l’influenza degli Stati Uniti sulla Groenlandia, arrivando a minacciare l’annessione dell’isola per motivi di sicurezza nazionale. Il nuovo accordo mantiene la sovranità totale della Groenlandia, che è parte del Regno di Danimarca ma ha ampie autonomie dal 2009.
Rispetto all’accordo firmato nel 1951 tra Danimarca e Stati Uniti, il nuovo accordo presenta differenze significative. Seppure il precedente accordo consentisse già l’aumento delle basi e la libertà di movimento, il nuovo documento definisce esplicitamente due nuovi stanziamenti e garantisce la mobilità totale, compreso l’accesso sottomarino. Non ha scadenza e rimarrà valido anche nel caso in cui la Groenlandia dovesse ottenere l’indipendenza, impegnandosi a entrare nella NATO e a mantenere i «diritti e doveri» della Danimarca stabiliti nell’accordo.
Il testo vieta esplicitamente ai paesi non membri della NATO di avere strutture militari sull’isola e di accedere a risorse strategiche che possano costituire un pericolo per la sicurezza. Gli investimenti stranieri provenienti da paesi non NATO dovranno essere «concordati» con l’amministrazione statunitense, creando un controllo su potenziali interessi russi e cinesi nelle ingenti riserve di metalli rari dell’isola, cruciali per la tecnologia moderna.
L’accordo deve ora essere ratificato dal parlamento danese, dove si prevede un ampio sostegno. Il governo danese ha monitorato con attenzione la situazione groenlandese, considerando gli Stati Uniti come una possibile minaccia per la sicurezza nazionale. Negli ultimi mesi, le negoziazioni tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia sono proseguite, evidenziando il crescente interesse strategico per l’isola, che durante la Guerra Fredda aveva ospitato fino a 17 basi militari americane e 10.000 soldati.