Assegno per il terzo figlio in Trentino: requisiti e tempistiche per la domanda

20.06.2026 20:15
Assegno per il terzo figlio in Trentino: requisiti e tempistiche per la domanda

Trento, 20 giugno 2026 – L’assegno per il terzo figlio in Trentino rappresenta una misura chiave per contrastare la denatalità e sostenere le famiglie, rispondendo alla necessità di incentivare la nascita di nuovi bambini nel territorio. Quest’agevolazione è riconosciuta per un periodo massimo di dieci anni, a partire dal mese successivo alla nascita o adozione, per i bambini nati o adottati dal 1 gennaio 2026, con un costo annuale stimato di 36-37 milioni di euro, a beneficio di circa 500 nuovi nati, riporta Attuale.

Assegno per il terzo figlio, cosa sapere

Come riportato dalla Provincia autonoma, l’assegno è disponibile per le famiglie e mira a supportare la crescita demografica e facilitare il rientro delle madri nel mercato del lavoro.

Quali sono gli importi

Tre diverse situazioni sono previste per quanto riguarda gli importi:

  • 250 euro (3.000 euro all’anno) per le famiglie con Isee superiore a 0,40;
  • 400 euro (4.800 euro all’anno) per quelle con Isee inferiore a 0,40;
  • Un aumento di 200 euro (5.400 euro nel primo caso, 7.200 euro all’anno nel secondo) se le madri senza lavoro trovano un’occupazione o incrementano il monte ore lavorativo dopo il terzo anno di età del figlio.

Quando si potranno presentare le domande

Le domande per l’assegno potranno essere presentate a partire da luglio 2026. La Provincia informa che verrà fornita comunicazione attraverso il sito ufficiale con la pubblicazione del modulo necessario, da presentare presso un ente di patronato operante nella Provincia di Trento.

Le parole del presidente Fugatti

Il presidente Fugatti ha sottolineato l’importanza di questa misura, affermando: “In Trentino sono già previsti incentivi per la nascita del primo e del secondo figlio; questa nuova misura per il terzo figlio si aggiunge e rafforza ulteriormente il sostegno. È un investimento importante sulla famiglia e su chi desidera allargarla, affrontando le difficoltà economiche. Questo intervento si inserisce in un quadro più ampio, che include anche la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia nel mese di luglio, favorendo così la socializzazione dei bambini e la conciliazione tra vita personale e professionale.”

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