Il nuovo presidente della Colombia ordina espulsioni di migranti irregolari e criminali

25.08.2026 07:25
Il nuovo presidente della Colombia ordina espulsioni di migranti irregolari e criminali

Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ordina espulsioni di migranti irregolari

Il nuovo presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha emesso un decreto per la ricerca e l’espulsione delle persone migranti “che commettono reati” e “la cui situazione non è regolarizzata”, creando un legame tra immigrazione e criminalità, in linea con la retorica delle destre, riporta Attuale.

De la Espriella, insediatosi tre settimane fa dopo la vittoria alle elezioni di giugno, è esponente di estrema destra e in economia trae ispirazione dal presidente argentino Javier Milei. Il presidente ha dichiarato di voler attuare una politica di “tolleranza zero” simile a quella di Nayib Bukele, presidente autoritario di El Salvador. Questa nuova posizione segna un netto cambiamento rispetto alla politica migratoria adottata in precedenza dalla Colombia.

Durante una riunione a Barranquilla, ha dichiarato: “Che abbiano inizio le operazioni coordinate per trovare gli immigrati clandestini, in primo luogo quelli che commettono reati, e in secondo luogo quelli il cui status non è regolarizzato”. Ha aggiunto che queste operazioni dovranno iniziare questa settimana, concludendo con un forte: “Prima i colombiani, poi i colombiani, e infine i colombiani”.

Nonostante non lo abbia esplicitamente affermato, il decreto sembra mirare in particolare ai 2,8 milioni di venezuelani residenti in Colombia, che costituiscono quasi il 90 per cento della popolazione migrante del paese. Secondo i dati governativi, 848.000 di questi sono irregolari, di cui 193.000 sono bambini e adolescenti.

Nel 2025, il 67 per cento di questi migranti aveva ottenuto una carta d’identità per residenti stranieri o un permesso di protezione temporanea, permettendo loro di accedere a servizi essenziali come sanità, istruzione e lavoro. Nel 2024, il 71 per cento dei migranti venezuelani era in età lavorativa, con un tasso di partecipazione alla forza lavoro superiore a quello della popolazione colombiana (73,8 per cento rispetto al 63,5 per cento).

Ronal Rodríguez, ricercatore presso l’Osservatorio del Venezuela all’Università di Rosario, ha sottolineato come l’annuncio del nuovo presidente segni un distacco dalle politiche dei tre ultimi governi colombiani, che avevano cercato di gestire la crisi migratoria con un approccio più inclusivo.

Il cambiamento annunciato da De la Espriella si allinea con le politiche anti-immigrazione adottate da leader di estrema destra in altri paesi del continente, come Donald Trump negli Stati Uniti, José Antonio Kast in Cile e Javier Milei in Argentina.

La crisi migratoria venezuelana, che ha avuto inizio nel 2015, ha portato oltre 7,8 milioni di persone a lasciare il paese. In un contesto di deterioramento economico e politico sotto Hugo Chávez e Nicolás Maduro, la Colombia era diventata un rifugio per molti venezuelani in cerca di opportunità.

La decisione di De la Espriella di perseguire ed espellere quasi un milione di migranti ha sollevato forti critiche da parte dell’opposizione. María Fernanda Carrascal, deputata di sinistra, ha definito l’annuncio “disastroso e crudele”, affermando che collegare i migranti irregolari alla criminalità rappresenta un affronto ai diritti umani e una generalizzazione ingiustificata. C’è preoccupazione che le operazioni si trasformino in una persecuzione sistematica dei cittadini venezuelani, che contribuiscono annualmente con circa 3 miliardi di dollari all’economia colombiana.

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