Macron chiede eurobond, ma Merz dice no: freddezza sulla «preferenza europea»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – In un contesto di scetticismo diffuso riguardo ai risultati attesi dall’incontro informale dei capi di Stato e di governo dei Ventisette, che si riuniranno domani nel castello di Alden Biesen, a 80 chilometri da Bruxelles, un funzionario Ue ha enfatizzato «l’entusiasmo» manifestato dai leader, che vedono la competitività come «uno dei principali obiettivi dell’Ue», riporta Attuale.
Questo scetticismo deriva dal fatto che i leader Ue discutono di competitività da anni senza implementare azioni concrete. I rapporti di Draghi e Letta risalgono a quasi due anni fa. Numerosi freni alla competitività dipendono dagli Stati membri che esitano a rinunciare a parte della loro sovranità, come nel caso dell’unione del mercato dei capitali o dell’energia.
Per questo motivo, la riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, organizzata dalla premier Giorgia Meloni, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier belga Bart De Wever, viene osservata con grande interesse. L’obiettivo dell’incontro, che precede il summit ufficiale, è elaborare un’agenda specifica per rafforzare la competitività dell’Europa in tutti i settori, come indicato nel documento di accompagnamento inviato a una quindicina di Paesi Ue, puntando sull’integrazione del mercato unico, sulla semplificazione normativa e sulla riduzione dei prezzi dell’energia.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha chiarito che questo incontro non ha l’intento di generare l’ennesima «strategia», ma mira a individuare misure concrete che possano stimolare la crescita economica e promuovere gli investimenti all’interno del mercato unico. Sarà discussa anche un’agenda per la diversificazione del commercio, che è diventata ancora più cruciale nel contesto geoeconomico attuale.
I punti cruciali da affrontare includono le misure necessarie per giungere a un accordo già nel Consiglio europeo di marzo. Roma, Bruxelles e Berlino sono unite nell’intento di ancorare le loro proposte nell’agenda finale del summit, con l’idea di realizzarle completamente entro la fine del 2026. Tra le misure prioritarie, oltre alla semplificazione normativa, figurano un «freno di emergenza» per limitare oneri eccessivi durante il processo legislativo e l’introduzione di un 28° regime giuridico per sostenere l’espansione delle imprese innovative.
Le posizioni su alcuni temi sono tuttavia lontane. Il presidente francese Emmanuel Macron, che parteciperà alla riunione, ha espresso la necessità di eurobond per un indebitamento comune finalizzato a finanziare progetti in ambito di transizione ecologica, intelligenza artificiale e computer quantistici, oltre a promuovere l’idea di una «preferenza europea». Queste posizioni, però, non trovano consenso in Berlino, dove il debito comune è considerato un tabù, mentre l’Italia è favorevole. La «preferenza europea» non convince nemmeno Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia.
Con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, per l’Unione europea diventa sempre più urgente recuperare competitività per ottenere una maggiore indipendenza. Come ha affermato Macron, «l’Europa deve decidere se diventare una potenza».