Dalla nostra corrispondente
New York – Il presidente venezuelano Nicolás Maduro è comparso ieri in aula, dopo essere stato catturato il 3 gennaio a Caracas in un’operazione militare statunitense. Durante l’udienza, è stato informato delle quattro accuse a suo carico, tra cui cospirazione al narcoterrorismo e possesso illegale di armi, relative agli anni dal 1999 al 2025. Anche se il giudice Alvin Hellerstein ha mantenuto un approccio formale, Maduro ha cercato di portare il discorso su un piano politico, dichiarandosi un prigioniero di guerra, mentre il giudice ha chiarito che si sarebbe dovuto attenere alle regole del tribunale, riporta Attuale.
Maduro, 63 anni, è apparso in tribunale nel distretto di Manhattan scortato da agenti delle forze di polizia e antidroga, indossando abiti arancioni e con i piedi incatenati. Durante l’udienza, ha ribadito la sua innocenza: «Soy inocente. Non sono colpevole. Sono un uomo perbene. Sono ancora il presidente del mio Paese». La sua presenza in aula ha segnato un momento significativo, svelando un leader che si pensava invincibile, ora confrontato con una realtà completamente diversa.
Quattro capi di imputazione
Le accuse formulate contro Maduro, che includono cospirazione e traffico di sostanze, sono state sostenute da testimonianze di due ex funzionari venezuelani recentemente processati per crimine di narcotraffico. Secondo esperti, sebbene il documento di accusa non possa essere considerato «infallibile», le prove accumulate nel corso degli anni sono solide e provengono da diverse indagini che abbracciano le amministrazioni sia repubblicane che democratiche.
La moglie: «Sono innocente»
Accanto a Maduro c’era sua moglie, Cilia Flores, che ha affermato di essere completamente innocente e di essere «la first lady del Venezuela». Entrambi sono stati seduti nella sala d’aula con i loro avvocati, e Martinez, famigerato avvocato di difesa, ha detto che il presunto rapimento di Maduro da parte delle forze statunitensi dovrebbe essere esaminato, sollevando questioni legali sulla sua cattura.
Le prove raccolte in oltre dieci anni
Le accuse contro Maduro non si limitano a testimonianze isolate. La documentazione presentata in aula comprende prove raccolte su un periodo di oltre dieci anni, evidenziando un quadro complesso del regime di Maduro e dei suoi legami con il narcotraffico.
La prossima udienza a marzo
La prossima udienza è fissata per il 17 marzo, dove si discuteranno ulteriori dettagli tra cui le condizioni di salute di Maduro, che ha richiesto assistenza medica. Durante l’udienza, è emerso anche un accenno alla legalità del suo arresto, mentre la risposta del procuratore è stata ambigua, evitando di menzionare il contesto del raid militare.
Il grido dal pubblico
Fuori dal tribunale, manifestanti pro e contro Maduro si sono dati appuntamento, esprimendo opinioni discordanti sulla sua situazione. Questo riflette l’atmosfera polarizzata che permea il dibattito politico sul Venezuela e sull’influenza americana in America Latina.
Scrittura e diritti
In aula, Maduro ha espresso il desiderio di mantenere gli appunti presi durante il processo. Il giudice ha inizialmente espresso sorpresa ma ha confermato il diritto dell’imputato di tenere le proprie note, un dettaglio che evidenzia la strana dinamica tra l’autorevolezza del giudice e il tentativo di Maduro di riaffermare il suo status e i suoi diritti.