Mamdani si prepara per New York con proposte audaci e il supporto di Obama, ma i repubblicani avvertono sui rischi della sua elezione

03.11.2025 08:25
Mamdani si prepara per New York con proposte audaci e il supporto di Obama, ma i repubblicani avvertono sui rischi della sua elezione

Il candidato sindaco di New York Zohran Mamdani compie campagne audaci mentre si avvicinano le elezioni

NEW YORK Sabato, Zohran Mamdani ha fatto campagna elettorale ballando fino alle 2 del mattino in sei club di New York, tra cui un locale gay. Ieri era ad Harlem, mentre un paio di giorni fa postava video in arabo sui social. I suoi sforzi hanno attirato l’attenzione in vista delle imminenti elezioni municipali, dove è previsto che, secondo i sondaggi, diventerà il nuovo sindaco di New York, riporta Attuale.

Venerdì, per Halloween, Mamdani ha distribuito caramelle ai bambini nella famosa libreria di Park Slope, amata da Paul Auster; tra i clienti c’era Arjun Bisen, travestito da Mamdani, con il figlio in costume da autobus gratuito, una delle sue proposte politiche più significative.

Nel prestigioso quartiere di Brooklyn, dove risiede il leader del partito Democratico al Senato, Chuck Schumer, Mamdani non ha ancora ricevuto il suo endorsement. Humphrey è stato arrestato dalla polizia poco dopo il 7 ottobre 2023, durante una protesta pro-palestinese davanti alla casa di Schumer.

Figlio della regista Mira Nair e dell’accademico della Columbia Mahmood Mamdani, Mamdani ha incorporato la sua fede musulmana e le sue radici da “outsider” indiane e ugandesi nella sua campagna. Ha posizionato il suo attivismo pro-palestinese come centrale nella sua visione, confidando che i newyorkesi, in particolare i più giovani, comprenderanno il suo approccio, nonostante il rigetto da parte dei leader tradizionali del partito.

Il tema principale sollevato da Mamdani è il costo della vita, con proposte come il congelamento degli affitti per quattro anni per due milioni di newyorkesi e l’implementazione di autobus gratuiti e più veloci. Il candidato ha anche fatto pressione per un’assistenza all’infanzia gratuita e un salario minimo di 30 dollari all’ora entro il 2030.

Nel contesto politico repubblicano, Mamdani è stato descritto come un “anticristo marxista e jihadista”. Donald Trump lo ha etichettato come “comunista” e ha sollevato questioni riguardo a possibili irregolarità nel suo status di immigrazione. Inoltre, Trump ha minacciato di ridurre i finanziamenti federali a New York City se Mamdani dovesse adottare politiche contrarie ai suoi interessi.

I repubblicani stanno cercando di utilizzare l’immagine di Mamdani come spauracchio per le elezioni di Midterm, presentandolo come simbolo di un partito Democratico spostato troppo a sinistra. Tuttavia, la domanda persiste anche tra i Democratici: può un “socialista democratico 3.0” (dopo Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez) fornire la risposta per fronteggiare Trump?

Critiche nei confronti di Mamdani sono emerse anche da parte di figure del mondo degli affari e della finanza di New York. L’Economist lo ha descritto in lotta contro Trump, sostenendo che il suo approccio al costo della vita non intercetta il consenso e potrebbero esserci ripercussioni economiche in caso di vittoria.

Il supporto dell’elettorato ebraico-americano è diviso; alcuni lo sostengono, mentre altri esprimono preoccupazioni riguardo alle sue passate dichiarazioni, in particolare la sua riluttanza a condannare l’espressione “globalizzare l’Intifada”. Il giornale ebraico progressista The Forward ha espresso incertezze riguardo alla sua posizione sull’antisemitismo e sulla possibilità che sia disposto a combattere contro di esso.

Dopo le primarie, Mamdani ha preso parte a incontri con banchieri, CEO e leader culturali, mostrando una predisposizione ad ascoltare e ad esaminare le sue mancanze, cercando un terreno comune con i suoi interlocutori.

Ha riadattato alcune posizioni, ammorbidendo il linguaggio “socialista democratico”, propendendo verso politiche che supportino le famiglie in difficoltà senza penalizzare i proprietari e favorendo l’istruzione pubblica senza compromettere le scuole d’élite. Ha anche preso le distanze dal suo slogan originale #defundthepolice.

Barack Obama, pur non dando endorsement nelle elezioni locali, ha contattato Mamdani due volte, esprimendo ammirazione per la sua campagna e offrendosi di fornire consigli, qualora Mamdani vincesse.

Mamdani è indubbiamente più a sinistra dell’ex presidente, ma presenta parallelismi significativi con Obama: entrambi hanno origini africane, sono stati criticati per la loro mancanza di esperienza e hanno affrontato attacchi islamofobi, nonostante Obama non sia musulmano.

Entrambi evocano un’aura di speranza, rischiando allo stesso tempo di non soddisfare le aspettative; chi li sostiene è certo di non voler rimanere nello status quo. Questa stessa mentalità ha contribuito alle vittorie di Trump.

Andy Cuomo, l’attuale governatore, ha fondato la sua campagna sulla paura e sul mantenimento dello status quo, utilizzando spesso l’intelligenza artificiale nelle sue pubblicità per mettere in scena “criminali per Mamdani”.

Mamdani si è concentrato sui nuovi media, mentre i tradizionali lo ignoravano, promettendo “una New York che ci possiamo permettere”, con poster dai colori nostalgici che richiamano l’identità di New York, utilizzando tonalità gialle, blu e rosse evocative.

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