Catella, l’imprenditore sotto accusa, chiede di essere rimesso in libertà
Manfredi Catella, un noto imprenditore del settore immobiliare, potrebbe continuare a esercitare pressioni illecite e tentare di “far sparire” prove non ancora acquisite, qualora venga rimesso in libertà. Questa è una delle preoccupazioni espresse dai pubblici ministeri, che hanno evidenziato la sua capacità di influenzare dirigenti e funzionari del Comune di Milano, nei confronti dei quali ha sempre avuto un atteggiamento “padronale al limite dell’inverosimile e fuori dalla legge”, riporta Attuale.
Catella, fondatore del colosso Coima, è accusato di corruzione in una maxi-inchiesta che riguarda l’urbanistica milanese. Secondo i pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Tiziana Siciliano, l’imprenditore avrebbe utilizzato l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi come intermediario per influenzare le decisioni amministrative a suo favore. L’accusa è che abbia condizionato i pareri della Commissione per il paesaggio e i bandi relativi alla vendita di immobili comunali, mirando a ottenere volumetrie maggiori e in deroga alle normative vigenti.
Gli avvocati difensori di Catella, Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, hanno contestato le accuse, sostenendo che le consulenze conferite dall’impresa all’architetto Alessandro Scandurra non fossero altro che prestazioni legittime e che non vi fosse stata alcuna corruzione. A supporto della loro tesi, hanno presentato un’analisi delle tariffe che, secondo una società esterna, sono risultate in linea con il mercato. Catella si è presentato in Tribunale con un atteggiamento elegante e composto, partecipando all’udienza senza rilasciare dichiarazioni. I giudici si sono ritirati per deliberare, con una decisione attesa entro domani.
Nei giorni precedenti, altri cinque arrestati, tra cui Tancredi, sono stati liberati dopo l’accoglimento dei ricorsi. L’udienza si è concentrata sull’importanza delle consulenze e sul ruolo di Scandurra, che secondo l’accusa sarebbe stato scelto proprio per il suo legame con la Commissione per il paesaggio, aumentando così i sospetti di corruzione. Sono stati forniti dettagli su pagamenti esorbitanti rispetto alla media del settore per le prestazioni di Scandurra, il che ha originato ulteriori interrogativi sull’integrità del processo decisionale amministrativo.
La situazione di Catella rimane dunque al centro di un dibattito giuridico carico di implicazioni per il settore immobiliare e il governo locale, con la prosecuzione delle indagini che si preannuncia intensa e scrutinata con attenzione da parte dell’opinione pubblica.