Controversia sulla famiglia del bosco: il caso di Palmoli accende il dibattito in Italia
Roma, 24 novembre 2024 – L’extrema ratio è il ritorno della famiglia in Australia, ma esistono ampi margini di risoluzione della questione in Italia. Le telecamere puntate per settimane sulla ‘casetta nel bosco’ di Palmoli hanno trasformato, in primis, la vicenda in un caso mediatico. La campagna per il referendum sulla giustizia l’ha resa, poi, l’ennesimo banco di scontro della faida governo-magistratura. Epurata la faccenda dal contesto – e messa da parte l’empatia per i due genitori – rimane la legge, riporta Attuale.
Alla base dell’ordinanza cautelare con cui il tribunale dei minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale di Nathan Trevallion e di Catherine Birmingham disponendo l’allontanamento dei loro tre figli – due gemelli di 6 anni e una bambina di 8 – e il loro collocamento in casa-famiglia (dove possono vedere la madre, che dorme in un’altra stanza, durante i pasti) vi è l’articolo 2 della Costituzione. Per i giudici vi era il pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione, produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico dei minori. Una decisione sulla quale, va detto, ha pesato il fallimento dei numerosi tentativi di mediazione. I giudici hanno, infatti, evidenziato il rifiuto agli incontri con gli assistenti sociali e a consentire l’accesso all’abitazione e le mancanze sul fronte della documentazione relativa all’istruzione parentale e all’aspetto sanitario. Vi sono poi, la questione abitativa e l’esposizione mediatica dei bambini. Circostanze giudicate dal tribunale dei minorenni “gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all’integrità fisica e psichica, all’assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza”.
Ma l’opinione pubblica contesta i rilievi dei giudici e si schiera con la ‘famiglia del bosco’. Concittadini, amici e conoscenti della coppia anglo-australiana hanno organizzato per il prossimo 6 dicembre a Roma, davanti alla sede del ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità, una manifestazione nazionale di solidarietà. Contemporaneamente è stata lanciata una petizione online, la seconda, con l’invito a partecipare al sit-in di piazza Santi Apostoli a Roma contro una “misura estrema che sembra basata su una valutazione culturale dello stile di vita dei genitori”.
Alle manifestazioni si aggiungono gli insulti e le minacce piovuti addosso alla presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila Cecilia Angrisano: un centinaio i commenti offensivi, accompagnati da foto del magistrato e c’è anche chi è alla ricerca di indirizzo, numero di telefono e mail. “Attacchi scomposti e delegittimanti” sottolinea la Giunta esecutiva dell’Anm dell’Aquila, esprimendo la propria solidarietà.