Maria Corina Machado fugge dal Venezuela e raggiunge Oslo per ritirare il Nobel per la Pace
Il premio Nobel per la Pace è stato ritirato da Ana Corina Sosa Machado, figlia della leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, finalmente uscita dal Venezuela dopo un anno e mezzo di clandestinità. La sua partenza avviene in un momento critico, alla vigilia di un potenziale attacco militare delle forze armate statunitensi, come più volte annunciato dal presidente Donald Trump, riporta Attuale.
Maria Corina Machado, 58 anni, sotto la minaccia del regime di Nicolas Maduro, ha dichiarato che intende tornare in Venezuela, garantendo alla sua famiglia che “tornerà presto”. Nel suo messaggio, ha sottolineato l’importanza della democrazia: “La libertà si conquista ogni giorno, finché siamo pronti a combattere per essa. Questo è il motivo per cui la causa del Venezuela trascende i nostri confini. Un popolo che sceglie di essere libero non solo libera se stesso, ma contribuisce all’intera umanità”. Machado ha riconosciuto che i venezuelani non si sono resi conto in tempo dell’erosione delle loro istituzioni democratiche, affermando che “era già troppo tardi”.
Il presidente del Nobel, Jorgen Watne Frydnes, ha aperto la cerimonia attaccando il regime di Maduro, definito “brutale” e accusandolo di “silenziare, tormentare e attaccare in modo sistematico l’opposizione”. Ha anche criticato la comunità internazionale per la sua inattività, definendola un “tradimento morale”. Frydnes ha esortato Maduro ad accettare i risultati delle elezioni e dimettersi: “Deve gettare le basi per una transizione pacifica verso la democrazia, perché questa è la volontà del popolo venezuelano”.
Machado era entrata in clandestinità nell’agosto 2024, dopo essere stata esclusa dalle elezioni presidenziali che Maduro ha dichiarato di aver vinto senza prove concrete. La sua ultima apparizione pubblica risale al 9 agosto, durante una protesta contro l’insediamento di Maduro. Secondo gli analisti, gli Stati Uniti avrebbero cercato di facilitare la sua uscita per evitare che diventasse un ostaggio del regime.
In un messaggio audio durante la sua fuga, Machado ha ringraziato coloro che hanno rischiato la vita per permetterle di arrivare a Oslo, affermando che il riconoscimento del Nobel rappresenta una grande emozione per il popolo venezuelano. Ha poi annunciato il suo viaggio verso Oslo, con l’intenzione di riabbracciare la sua famiglia e tutti coloro che la sostengono.
La situazione era incerta fino all’ultimo momento, con il portavoce di Machado che non confermava la sua presenza a Oslo. Tuttavia, poco prima della cerimonia, il comitato organizzatore ha confermato che, sebbene non potesse partecipare agli eventi del giorno, “Maria Corina Machado è al sicuro e sarà con noi a Oslo”, definendo il suo viaggio “estremamente pericoloso”.
Alla cerimonia erano presenti vari leader dell’opposizione venezuelana in esilio, tra cui l’ex sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, e presidenti latino-americani affini ideologicamente a Machado. Questo evento segna un’importante pietra miliare nella lotta per la democrazia e la libertà in Venezuela.
E pensare che in Venezuela ci sono persone che combattono per la libertà mentre noi qui in Italia, a volte, non diamo valore alle nostre istituzioni democratiche. La storia di Maria Corina è un esempio di coraggio e determinazione! Quanto è facile dimenticare tutto questo…