María Corina Machado sotto i riflettori: il Nobel per la Pace e le critiche sul suo sostegno all’intervento militare statunitense

10.12.2025 19:35
María Corina Machado sotto i riflettori: il Nobel per la Pace e le critiche sul suo sostegno all'intervento militare statunitense

La controversa assegnazione del Nobel per la Pace a María Corina Machado

Negli ultimi giorni, la decisione di conferire il Nobel per la Pace a María Corina Machado ha suscitato molte critiche. Machado è la leader dell’opposizione al regime autoritario di Nicolás Maduro in Venezuela. Prima dell’annuncio, si era speculato sul fatto che il premio potesse andare al presidente statunitense Donald Trump, il quale ha espresso il proprio desiderio di riceverlo. Dopo l’assegnazione, Machado ha dedicato il premio a Trump, suscitando perplessità, riporta Attuale.

Dopo aver ricevuto il Nobel, Machado ha sostenuto le iniziative militari statunitensi nei Caraibi e i bombardamenti contro presunti narcotrafficanti al largo delle coste venezuelane, considerati illegali da molti esperti. Ha ripetuto falsità sulle presunte interferenze di Maduro nelle elezioni americane, ha aderito alla narrazione di Trump che dipinge Maduro come il capo di un cartello della droga, ed ha avallato l’idea di un intervento militare per rovesciare il governo.

Attualmente, Machado sostiene che solo attraverso pressioni e interventi esterni, in particolare dagli Stati Uniti, si possa porre fine al regime di Maduro, appoggiando una politica di «massima pressione», anche se ciò implica un massiccio dispiegamento militare da parte degli USA. Tale posizione è comprensibile, considerando che in Venezuela le mobilitazioni di dissenso sono sistematicamente represse attraverso brogli elettorali e decisioni autoritarie, lasciando l’opposizione in una situazione di impotenza.

Tuttavia, i critici affermano che il suo sostegno alle azioni militari e alla posizione aggressiva degli Stati Uniti, pur mirato al ripristino della democrazia in Venezuela, si discosta dai principi della «transizione pacifica» con cui il Comitato norvegese del Nobel ha giustificato l’assegnazione del premio.

Machado ha posizioni di centrodestra, con idee liberiste e conservative in economia. Il Comitato l’ha descritta come una sostenitrice della pace «coraggiosa e devota», e «una donna che tiene viva la fiamma della democrazia nel buio crescente». Nonostante il suo sostegno a Trump e le polemiche sul Nobel, è senza dubbio la politica più popolare del Venezuela e l’unica capace di unificare l’opposizione di fronte alla violenza del regime.

Il regime ha impedito a Machado di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2024, al suo posto si è presentato un alleato, Edmundo González, che ha vinto secondo numerosi conteggi indipendenti. Nonostante ciò, Maduro si è autoproclamato nuovamente presidente. Dopo le elezioni, Machado e González hanno tentato di mobilitare proteste in tutto il Venezuela. La risposta del governo è stata violenta, minacciando la sicurezza fisica dei due oppositori: González ha ottenuto asilo politico in Spagna, mentre Machado è stata brevemente arrestata e poi costretta a vivere in clandestinità. In loro assenza, l’opposizione venezuelana si è disgregata.

Da quasi un anno, Machado vive nell’ombra, evitando apparizioni pubbliche per sfuggire a un arresto. Mercoledì è stato annunciato che si trovava in viaggio verso Oslo, in Norvegia, dove si svolgeva la cerimonia di assegnazione del premio. Machado non ha potuto partecipare di persona (il premio è stato ritirato dalla figlia) e al momento non è chiaro come sia riuscita a lasciare il Venezuela né quali siano i suoi piani futuri.

La cerimonia ha avuto anche aspetti insoliti per altri motivi. Solitamente vi partecipano leader di vari orientamenti politici, mentre quest’anno i leader sudamericani presenti erano tutti di destra, come Javier Milei e Daniel Noboa. Il Consiglio norvegese per la pace, un’apposita organizzazione, non ha organizzato la tradizionale fiaccolata di celebrazione. Eline Lorentzen, presidente del gruppo, ha dichiarato al New York Times che l’approccio di Machado non sembra riflettere la «trasformazione nonviolenta e basata sul dialogo» promossa dal Consiglio.

1 Comments

  1. Non ci posso credere, un premio Nobel per la Pace che sostiene interventi militari? È davvero una contraddizione inaudita!!! Certo, la situazione in Venezuela è tragica, ma la violenza non può essere la risposta. Speriamo che le strade per risolvere i conflitti siano più pacifiche e costruttive.

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