Maria Pia Pedalà annuncia: “Diventerò nonna grazie al fegato di Nicholas Green”

10.01.2026 09:05
Maria Pia Pedalà annuncia: “Diventerò nonna grazie al fegato di Nicholas Green”

Il legame straordinario tra una donazione di organi e una nuova vita

Messina, 10 gennaio 2026 – Quando sua figlia le ha comunicato la felice notizia, Maria Pia Pedalà ha immediatamente scritto una mail negli Stati Uniti: “Caro Reg, a giugno diventerò nonna”. La storia che unisce un piccolo paesino di montagna in Sicilia e la città di Bodega Bay in California è carica di emozione e significato, riporta Attuale.

Maria Pia, oggi madre di due figli, deve la sua vita a un trapianto di fegato effettuato 31 anni fa grazie alla donazione eccezionale del piccolo Nicholas Green, un bimbo di sette anni ucciso durante una rapina sulla Salerno-Reggio Calabria. Questa tragedia ha sconvolto non solo la vita dei suoi genitori, Reginald e Margareth, ma ha anche avviato un cambiamento significativo nelle donazioni di organi in Italia. Grazie all’‘effetto Nicholas’, il numero di donazioni è triplicato, portando a un’impennata della consapevolezza sociale su questo tema.

Le due famiglie si sono incontrate più volte, stringendo un legame profondo nel corso degli anni. La vita di Maria Pia è cambiata radicalmente: ha messo al mondo due figli, il primo dei quali è stato chiamato proprio Nicholas, in onore del donatore. Ora, con la notizia della gravidanza della sua figlia minore, si avvicina una nuova generazione.

“Il prossimo giugno – dice emozionata la futura nonna –, e sono particolarmente felice per questo motivo: il dono di Nicholas ha germogliato ancora”. Nonostante il dono di vita, non è scontato; molti dei riceventi di trentuno anni fa sono scomparsi. Maria Pia ha dovuto affrontare la possibilità di non avere figli: “Alla mia secondogenita, Alessia, era stato sconsigliato di nascere a causa delle mie condizioni, ma non avrei mai potuto dire di no alla vita”.

Richiamando la sua profonda fede cattolica, esplora i dilemmi etici e personali delle sue scelte: “Ricevere il dono della vita da un bambino, non avrei potuto respingerlo”. Nicholas non c’è più, ma la sua memoria persiste. “Gli parlo, gli chiedo consiglio: nei miei sogni, lui è sempre presente. Sento che ci sia qualcosa di più grande delle nostre vite”.

Maria Pia ricorda il suo stato di salute critica 31 anni fa: “Ero in ospedale, affrontando una grave epatite acuta. L’arrivo del fegato di Nicholas mi ha dato una nuova possibilità”.

La famiglia Green si è detta orgogliosa di come Maria Pia ha vissuto la sua vita: “Siamo sempre rimasti meravigliati dal modo in cui ha affrontato tutto con amore e coraggio”. Reginald, 96 anni, ricorda il dolore della perdita del figlio ma trova conforto nel suo legame con Maria Pia: “L’incontro tra donatori e riceventi è fondamentale, fa bene a entrambe le parti.”

Maria Pia avverte la responsabilità di custodire la memoria di Nicholas dentro di sé: “C’è qualcosa che ci lega e ci legherà per sempre”.

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