Marius Gustavson condannato all’ergastolo per aver mutilato 30 persone e trasmesso le operazioni online

30.01.2026 15:25
Marius Gustavson condannato all’ergastolo per aver mutilato 30 persone e trasmesso le operazioni online

Condanna all’ergastolo per il “Castratore”: Marius Gustavson mutilava le sue vittime in diretta

Il 9 maggio 2024, il 46enne norvegese Marius Gustavson è stato condannato all’ergastolo per aver mutilato almeno 30 persone, offrendo loro soldi e trasmettendo le operazioni in diretta streaming. Descritto come un «pazzo» e «manipolatore», Gustavson ha operato tra il Regno Unito e la Norvegia, attirando le sue vittime in una rete di violenza e sfruttamento, riporta Attuale.

Le sue pratiche chirurgiche, eseguite in appartamenti e hotel non attrezzati, hanno coinvolto non solo mutilazioni genitali ma anche l’isterectomia e amputazioni. Prima di operare sugli altri, Gustavson aveva già subito interventi su se stesso, incluso la rimozione del pene e di una gamba. Ha guadagnato circa 300 mila sterline attraverso il suo sito web, «Eunuchmaker», promettendo ricompense economiche in cambio delle mutilazioni.

La cronologia degli eventi rivela un modus operandi allarmante: nel 2017 ha convinto Damien Byrnes, 36 anni, a rimuovergli il pene con un coltello da cucina, e nel 2019 ha chiesto a Jacob Crimi-Appleby di congelargli una gamba, utilizzando tecniche amatoriali e strumenti pericolosi. I video delle operazioni venivano poi pubblicati sul suo sito, che aveva 22.841 iscritti, disposti a pagare 100 sterline all’anno per accedere al contenuto horror.

Il fenomeno degli eunuchi, al centro della docu-serie Il Castratore condotta dallo scrittore e presentatore americano-britannico Marcel Theroux, è esaminato in una prospettiva più ampia, esponendo la vulnerabilità delle vittime e il contesto sociale che ha permesso la proliferazione di queste pratiche estreme. Gustavasdson ha sfruttato la sua storia personale e l’interesse di alcune persone verso le mutilazioni per creare un pericoloso business a scopo di lucro.

La testimonianza delle vittime e le reazioni legali

Una delle vittime ha descritto come Gustavson lo abbia manipolato nel fargli accettare l’intervento, raccontando di aver pensato di avere il controllo della situazione. Le sue dichiarazioni hanno messo in luce la questione del consenso e la responsabilità legale di chi sfrutta le fragilità degli individui per scopi personali. Nonostante le vittime avessero acconsentito, il giudice ha sottolineato che «il consenso non costituisce difesa contro un’accusa di danno».

La condanna di Gustavson è stata emessa dal tribunale centrale penale di Londra, noto come Old Bailey, il 30 maggio 2024. Il giudice ha descritto le procedure come simili a una carneficina umana, avvertendo della pericolosità crescente di tali pratiche e delle implicazioni etiche e legali. Accanto a Gustavson, altre sei persone sono state condannate per cospirazione, sottolineando la rete di complicità che ha alimentato queste atrocità.

Questo caso solleva interrogativi cruciali riguardo alla protezione delle persone vulnerabili e alla necessità di una vigilanza legale più severa in un’epoca in cui l’accesso alla chirurgia estetica e alle modifiche corporee è sempre più comune e, purtroppo, pericoloso.

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