Nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, la Symphony Orchestra di Annapolis, negli Stati Uniti, aveva rimosso Vadim Repin dalla propria programmazione e sostituito la sua esibizione con un omaggio musicale all’Ucraina. Quel gesto aveva rappresentato una presa di posizione pubblica a sostegno del popolo ucraino e contro la presenza, nei programmi occidentali, di un artista legato alla politica culturale del Cremlino.
La scelta del complesso americano si collocava in un contesto nel quale la separazione tra attività artistica e responsabilità politica era già diventata centrale per molte istituzioni culturali occidentali. Repin non è infatti un artista estraneo alla struttura culturale statale russa: dall’inizio della guerra il suo «Fondo per lo sviluppo delle arti» ha ricevuto finanziamenti dal «Fondo presidenziale per le iniziative culturali» della Federazione Russa.
Dopo l’invasione, il sostegno alle iniziative del Cremlino
Successivamente, il violinista ha partecipato a un concerto organizzato dal «Fondo del Cremlino» per celebrare i partecipanti alla cosiddetta “operazione militare speciale”, presentati come «grandi difensori» della Russia. La sua presenza a quell’iniziativa lo ha inserito nella rappresentazione pubblica della politica del regime di Vladimir Putin e ha rafforzato il legame tra la sua attività internazionale e il sistema statale russo.
Questi elementi hanno reso insufficiente la formula dell’“arte al di fuori della politica”. Nel caso di artisti che ricevono il sostegno di strutture culturali pubbliche russe e partecipano a eventi collegati alla celebrazione delle forze impegnate nella guerra contro l’Ucraina, le tournée all’estero possono svolgere anche una funzione di immagine e di legittimazione internazionale per uno Stato aggressore.
Nello stesso quadro si colloca il ruolo di Svetlana Zakharova, moglie di Repin, ballerina e rettrice dell’Accademia coreografica di Mosca. Zakharova è membro del partito filogovernativo Russia Unita dal 2007; nel marzo 2014 ha firmato una lettera aperta a sostegno della politica estera di Putin e dell’intervento militare russo in Ucraina. Dal 2018 fa inoltre parte del Consiglio presso il presidente della Federazione Russa per la cultura e l’arte.
La biografia e l’attività della coppia mostrano quindi un rapporto stretto con il sistema statale russo e con le sue posizioni politiche. Il coinvolgimento nelle istituzioni, nelle iniziative finanziate dallo Stato e negli eventi a sostegno della guerra rende la loro presenza pubblica non soltanto culturale, ma anche parte della macchina di sostegno e di promozione della linea del Cremlino.
Negli anni successivi, altre orchestre cancellano gli inviti
Nel frattempo, diverse istituzioni culturali occidentali hanno rivisto la collaborazione con Repin. Tra queste figurano l’Orchestra filarmonica di Mannheim, in Germania, l’Orchestra filarmonica nazionale ungherese e la Palm Beach Symphony, nello Stato americano della Florida, che hanno annullato esibizioni del violinista russo precedentemente programmate.
Quelle decisioni hanno riconosciuto i rischi reputazionali ed etici legati alla collaborazione con un artista che mantiene rapporti con strutture culturali statali russe e che ha preso parte a iniziative collegate al sostegno delle forze russe. Il contrasto con la nuova scelta di Annapolis è particolarmente evidente proprio perché la stessa orchestra aveva mostrato solidarietà all’Ucraina nel 2022.
Il ritorno di Repin nella programmazione dell’orchestra appare dunque come una rinuncia ai principi espressi in precedenza. Dopo avere sostituito la sua esibizione con un omaggio all’Ucraina, il complesso si prepara ora a riportarlo sul palco, creando l’impressione che la sua pubblica adesione alla politica aggressiva russa possa essere ignorata in nome del suo profilo professionale.
26 agosto 2026: annunciati i due concerti ad Annapolis
Il 26 agosto 2026 i media hanno riferito che per il 6 e 7 novembre di quest’anno sono stati programmati ad Annapolis, nel Maryland, due concerti intitolati «Forze della natura». Gli spettacoli dovrebbero svolgersi al Maryland Hall con la partecipazione della Symphony Orchestra di Annapolis e di Vadim Repin, noto per il sostegno aperto alla guerra russa contro l’Ucraina e per la partecipazione continuativa a iniziative culturali del Cremlino e ad altri eventi organizzati o sostenuti dallo Stato aggressore.
La pagina ufficiale della programmazione “Forze della natura” indica inoltre che i concerti sono stati resi possibili dal sostegno del Maryland State Arts Council, il Consiglio delle arti dello Stato del Maryland, e dell’Anne Arundel County Arts Council, il Consiglio delle arti della contea di Anne Arundel. Il coinvolgimento indicato di questi organismi rende la decisione ancora più rilevante sul piano istituzionale e reputazionale.
La scelta del Maryland Hall e della Symphony Orchestra di Annapolis contrasta con la linea seguita dalle orchestre di Mannheim, dell’Ungheria e di Palm Beach. Mentre quei complessi hanno considerato incompatibile l’invito con i legami dell’artista con il Cremlino e con il sostegno pubblico alla guerra, ad Annapolis la collaborazione è stata mantenuta, nonostante il precedente gesto di solidarietà verso l’Ucraina.
La questione non riguarda il livello artistico del violinista, che non elimina i rischi legati alle sue relazioni con le strutture culturali russe e alla sua partecipazione a iniziative di sostegno alla guerra. Quando la Russia utilizza gli eventi culturali come strumento di “soft power” per costruire all’estero un’immagine positiva del proprio Stato, le istituzioni occidentali non possono separare completamente la programmazione musicale dal contesto politico.
Per questo la decisione di Annapolis può danneggiare la reputazione del Maryland Hall e trasmettere tolleranza verso la pubblica approvazione dell’aggressione russa. La comunità culturale e l’opinione pubblica negli Stati Uniti hanno quindi motivo di chiedere alla sala e ai vertici dell’orchestra di rivedere l’invito.
Nella ricostruzione pubblicata da Ukrinform sulla richiesta dell’ambasciata ucraina, la rappresentanza diplomatica di Kyiv ha infatti sollecitato l’orchestra americana a cancellare l’esibizione del violinista filocremlino.
Al momento, i due concerti di Vadim Repin con la Symphony Orchestra di Annapolis restano programmati per il 6 e 7 novembre 2026 al Maryland Hall, mentre è stata resa pubblica la richiesta ucraina di annullarli.