Massiccio attacco russo con droni e missili contro l’Ucraina

07.09.2025 13:00
Massiccio attacco russo con droni e missili contro l’Ucraina
Massiccio attacco russo con droni e missili contro l’Ucraina

Nella notte del 7 settembre 2025 la Russia ha lanciato uno dei più intensi attacchi combinati dall’inizio della guerra, colpendo l’Ucraina con oltre 1000 droni e 13 missili. A Kyiv, più di dieci aree hanno subito danni con decine di incendi e distruzioni nei quartieri residenziali di Sviatošyn e Darnytsia. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, le fiamme hanno raggiunto l’edificio del Consiglio dei ministri, dove il tetto e i piani superiori sono stati avvolti dal fuoco, domato con l’impiego di un elicottero dei servizi di emergenza. Almeno due persone sono morte – tra loro una madre e il suo neonato di tre mesi – e altre 17 sono rimaste ferite.

Danni diffusi nella capitale e nelle regioni

Gli attacchi con droni hanno colpito direttamente gli edifici residenziali di Kyiv: in un palazzo di 16 piani sono andati distrutti i tre piani superiori, mentre un altro edificio di nove piani ha subito un crollo parziale dal quarto all’ottavo piano. In Darnytsia un drone ha centrato una palazzina di quattro piani, distruggendone due. Sono stati registrati incendi nelle autorimesse, danni agli asili e blackout localizzati nelle regioni centrali del Paese. A Kremenčuk esplosioni hanno colpito il ponte sul Dnipro, lasciando parte della città senza elettricità. A Kryvyj Rih sono stati danneggiati un’azienda, un edificio amministrativo e abitazioni private, con almeno tre feriti. A Odessa l’attacco ha colpito condomini, infrastrutture civili e il Palazzo dello Sport, provocando incendi di veicoli e tre feriti. A Zaporižžja esplosioni hanno danneggiato 16 palazzi residenziali e 12 case private, oltre a un impianto industriale incendiato su circa 1000 m², con almeno 17 persone ferite. Nella regione di Dnipro i bombardamenti hanno causato distruzioni, con un morto e un ferito nella zona di Nikopol.

Obiettivo: energia, trasporti e pressione sociale

Il combinato di droni e missili ha messo sotto pressione i sistemi radar e le unità di difesa aerea ucraine, moltiplicando gli incendi e disperdendo le risorse di soccorso. L’attacco ha colpito non solo infrastrutture strategiche, ma anche edifici residenziali, scuole e ospedali, con l’evidente scopo di alzare il costo sociale della guerra. Secondo Kyiv, la strategia del Cremlino resta quella di compromettere la preparazione in vista dell’inverno, mirando a energia e trasporti e creando gravi disagi alla popolazione civile.

Reazioni internazionali e richieste di sostegno

La Polonia ha fatto decollare la propria aviazione militare per monitorare lo spazio aereo, segnalando il rischio di incidenti transfrontalieri. Le autorità ucraine sottolineano che la solidarietà internazionale deve tradursi in azioni concrete, con il rafforzamento immediato della difesa aerea – inclusi sistemi Patriot, IRIS-T e NASAMS – e la fornitura di equipaggiamenti energetici come trasformatori, moduli di generazione e componenti per sottostazioni. Inoltre, si chiede un ampliamento delle sanzioni contro Mosca lungo le catene di approvvigionamento militare, in particolare nei settori della microelettronica, dell’ottica e dei motori, nonché misure contro i trasporti e le assicurazioni del petrolio russo.

Legami economici con Cina e India

Kyiv evidenzia come la Russia riesca a sostenere i propri sforzi bellici grazie alle forniture di componenti critici da aziende cinesi – elettronica, ottica, motori e linee produttive – utilizzati nei droni impiegati contro le città ucraine. Parallelamente, l’India è tra i principali acquirenti del petrolio russo, garantendo entrate al bilancio di Mosca che si trasformano in nuove armi. Secondo le autorità ucraine, entrambe le nazioni hanno una responsabilità indiretta nell’alimentare la guerra, e per questo chiedono sanzioni secondarie e restrizioni commerciali mirate.

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