Medici in conflitto sul futuro trapianto di un bambino a Napoli, parere negativo di Bambino Gesù

15.02.2026 04:05
Medici in conflitto sul futuro trapianto di un bambino a Napoli, parere negativo di Bambino Gesù

Trapianto di cuore per un bambino di Napoli: pareri contrastanti tra i medici

Napoli, 15 febbraio 2026 – Arriva come una doccia fredda il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma sulla possibilità di sottoporre a un nuovo trapianto il bimbo di due anni e tre mesi ricoverato al Monaldi di Napoli dopo il fallimento dell’operazione a causa del “cuore bruciato”. Secondo i medici dell’ospedale pediatrico della Capitale, a cui era stato richiesto un consulto dalla famiglia e dallo stesso nosocomio napoletano, il piccolo non sarebbe più nelle condizioni di ricevere un nuovo trapianto. Una ‘sentenza’ impietosa che apre scenari inquietanti sul futuro del piccolo Tommaso (nome di fantasia) e sugli sviluppi clinici (ma anche giudiziari) di questa tragica vicenda. La notizia sembra, infatti, ridurre al lumicino le speranze per il piccolo che dal 23 dicembre sopravvive collegato a un macchinario Ecmo per la circolazione extracorporea. Ma proprio quando il parere del Bambino Gesù pare sigillare il destino del bambino, ecco arrivare il colpo di scena. I medici di Napoli, e in particolare il chirurgo che ha eseguito l’intervento, sostengono che il piccolo possa ancora tornare sul tavolo operatorio. Una divergenza che accende nuovi interrogativi sulla vicenda e divide il mondo medico. “Al Monaldi si sono opposti con fermezza al parere del Bambino Gesù”, rivela l’avvocato Francesco Petruzzi: “L’opposizione proveniva dal medico che l’ha operato, il quale sostiene sia ancora trapiantabile.” E aggiunge: “Nel caso di un nuovo trapianto – non dovrebbe eseguirlo lo stesso medico del primo intervento, che immaginiamo sia, come atto dovuto, tra gli indagati”, riporta Attuale.

Domani il briefing definitivo. Una situazione che lo stesso legale definisce quantomeno “molto strana”, considerando che tra i sei sanitari iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli per lesioni colpose gravissime figurano proprio i componenti dell’équipe che si è recata a Bolzano per l’espianto dell’organo e quella che a Napoli ha invece effettuato il trapianto. Di fronte a questa impasse clinica e alle zone d’ombra che continuano a emergere, il legale ha deciso di alzare il livello dello scontro giuridico. All’uscita dalla stazione dei carabinieri di Cimitile (Napoli), dove si è recato per un’integrazione di querela, annuncia di aver richiesto “un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e tutta la documentazione, compresi i verbali dell’équipe multidisciplinare che sta valutando lo stato di salute del piccolo”. Si tratta di uno strumento processuale che consente di cristallizzare le prove in fase di indagine preliminare, quando c’è il rischio che possano essere alterate o disperse. Una mossa che testimonia la sfiducia della famiglia nella gestione del caso e il timore che elementi cruciali possano scomparire. “Finora non abbiamo ricevuto nulla di quanto richiesto”, obietta Petruzzi per spiegare la sua mossa. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, da parte sua, reagisce precisando che “la decisione assunta da parte dell’Heart Team è quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo, a opinione del medico responsabile, le condizioni cliniche”.

Attualmente Tommaso resta al primo posto nella lista d’attesa nazionale per il suo gruppo sanguigno. Ma il tempo stringe. Come ha sottolineato lo stesso avvocato Petruzzi, “ogni giorno potrebbe essere l’ultimo”. Sul fronte dell’inchiesta, i carabinieri del Nas hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore, sul quale sarà svolta una perizia per accertare le responsabilità nell’utilizzo del ghiaccio secco al posto di quello naturale, errore che avrebbe causato temperature di -70 gradi e le “bruciature da freddo” dell’organo.

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