Meloni accusa le opposizioni: “Il patto Ue protegge l’Italia, stop ai boomerang sui migranti”

22.08.2026 00:35
Meloni accusa le opposizioni: “Il patto Ue protegge l'Italia, stop ai boomerang sui migranti”

Roma, 21 agosto 2026 – Il rientro di Giorgia Meloni dalle ferie si è aperto con un netto contrasto di prospettive. Da un lato, i Giochi del Mediterraneo a Taranto, in compagnia di Sergio Mattarella, dove ha accolto le delegazioni internazionali con colloqui diplomatici, incluso un bilaterale con il presidente libanese Joseph Aoun. D’altra parte, la premier ha affrontato i boo del pubblico allo stadio per la vertenza dell’ex Ilva, ricevendo invece un’ovazione per il capo dello Stato. In questo contesto, l’emergenza dei “dublinanti” pone interrogativi sul suo approccio alla migrazione, minacciando la narrativa di sicurezza e confini blindati che ha caratterizzato il suo governo, riporta Attuale.

L’attacco a Schlein: “Sui migranti, cosa avrebbe fatto la sinistra al governo?”

La reazione della Meloni si è manifestata in un sfogo mattutino su Facebook contro Elly Schlein, che rappresenta l’opposizione. La premier ha risposto alle critiche sui presunti fallimenti nella gestione dei migranti, chiedendo a Schlein di conoscere la differenza tra Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo. Ha inoltre difeso il nuovo trattato come un passo avanti per l’Italia: “Segna una svolta positiva. Le nuove regole ci tutelano”. Meloni ha riportato che “abbiamo respinto 80mila richieste di presa in carico”, domandandosi cosa avrebbe fatto un governo di sinistra, suggerendo che avrebbe accettato tutti i migranti. Sebbene tecnicamente abbia ragione, l’approccio militante con la Spagna ha innescato una crisi, creando problemi per Palazzo Chigi.

La premier: “Pensavo che con Trump sarebbe stato più facile”

Un dilemma identitario accompagna sempre la Meloni, come messo in evidenza da un reportage del New York Times. In un colloquio approfondito, è emerso il suo disincanto riguardo alle relazioni con Donald Trump: “Pensavo che con Trump le cose sarebbero state più facili”, dice, riflettendo sulla loro comune posizione su immigrazione e cultura. La premier afferma di non voler un’Italia sottomessa e sottolinea la necessità di mantenere unita l’Occidente, ma di fronte a future possibilità di disgelo, rimane evasiva, con un laconico “Beh, vedremo”. Il giornalista Roger Cohen ha evidenziato la sua centralità in Europa e la stabilità del governo, teorizzando una “melonizzazione” della destra europea.

I nodi del governo

Il nodo politico di Palazzo Chigi è caratterizzato dall’attesa di conferme in un autunno difficile. Sebbene ci siano margini di flessibilità europei, le risorse disponibili per la Manovra saranno limitate, spegnendo le speranze di interventi espansivi. Con l’aumento dei costi energetici e la trattativa sul’ex Ilva in arrivo, Giovanni Donzelli ha fatto presente che “tagliare completamente le accise, oggi, non è possibile”.

A complicare la situazione c’è il fronte interno. Le tensioni all’interno della Lega rappresentano un’incognita, specialmente a causa della sua ala radicale. La questione del premio di maggioranza nella legge elettorale diventa quindi un azzardo. Inoltre, restano irrisolti i temi di politica estera, in particolare il dossier ucraino. La Meloni parteciperà al vertice dei Volenterosi su Kiev, ma come il resto dell’Europa, naviga a vista per risolvere l’impasse, con il rischio che cedere a scorciatoie propagandistiche possa rivelarsi controproducente.

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