Meloni affronta polemiche e proteste nella conferenza stampa di inizio anno

09.01.2026 20:45
Meloni affronta polemiche e proteste nella conferenza stampa di inizio anno

Roma, 9 gennaio 2026 – La consueta conferenza stampa di inizio anno, organizzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha messo in evidenza non solo le riforme e gli scenari internazionali, ma anche le tensioni con i giornalisti presenti. Meloni ha dichiarato: “Abbiamo inaugurato una nuova tradizione”. Nel corso di tre ore, la premier ha affrontato numerose domande, mostrando la sua consueta ironia e prontezza di spirito, ma non senza momenti di irritazione, riporta Attuale.

Striscioni, applausi e Meloni che non si ferma

La conferenza ha avuto un avvio inaspettato con la protesta del sindacato dei giornalisti Fnsi, che ha esibito striscioni sui dieci anni senza contratto di categoria. Nonostante questo, Meloni ha continuato la conferenza, affrontando domande difficili, compresa la difesa di Matteo Salvini e della maggioranza dalle accuse di essere “filo-Putin”. Alcuni giornalisti in sala hanno applaudito, un gesto difeso dallo staff come “un applauso di auguri” anziché di adesione politica. In un momento di tensione, Meloni ha sarcasticamente risposto a un giornalista del Corriere della Sera, mettendo in evidenza la lunghezza della sua risposta.

“Più conferenze stampa? Non ha portato bene”

Il tema delle conferenze stampa è riemerso con insistenza. Un giornalista de La Stampa ha sollevato la questione di un maggior numero di incontri pubblici. Meloni ha risposto: “Lo auspicava anche l’anno scorso, non ha portato bene..”. Ha quindi espresso un cauto pessimismo per l’anno a venire, ricollegandosi a un suo augurio natalizio per l’anno che si preannuncia impegnativo.

Botta e risposta con Vannacci

Un acceso scambio di opinioni è avvenuto tra Meloni e il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, riguardo al decreto che proroga gli aiuti all’Ucraina, suscitando malcontento all’interno del partito. Meloni ha affermato di aver ascoltato tutte le posizioni, esprimendo stupore per la contrarietà di un generale, osservando: “I soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano fondamentali per costruire la pace e non per fare la guerra”. Vannacci ha poi ribadito la sua posizione a favore dell’invio di armi a Kiev, affermando che il passare del tempo non ha cambiato il suo pensiero.

Risposta stizzita sull’inchiesta catastale

Nel corso della conferenza, Meloni ha anche affrontato il contesto internazionale, rispondendo a domande su come l’Italia debba relazionarsi con gli Stati Uniti e commentando le affermazioni di Donald Trump. Tuttavia, la premier si è irritata quando una giornalista ha sollevato la questione di un’inchiesta catastale riguardante la sua nuova abitazione, considerata da lei come parte delle “accuse infamanti” nei suoi confronti.

“Paragon? Miei dati sui giornali”

All’approssimarsi della conclusione della conferenza, la giornalista dell’Espresso ha ceduto il microfono a un collega per chiedere del software Paragon, al che Meloni ha ribadito che le informazioni personali riguardanti la sua famiglia sono state ampiamente pubblicate, sottolineando una violazione della privacy.

Meloni, niente Quirinale: “Sogno di lavorare con Fiorello”

Infine, Meloni ha chiarito la sua attuale posizione rispetto al Quirinale, affermando di avere “ottimi rapporti” con Sergio Mattarella e rigettando qualsiasi ipotesi di una sua candidatura per il Colle: “Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo”, dichiarando di non ambire a “salire di livello”. Con un sorriso, ha concluso auspicando di poter lavorare “con Fiorello”, chiarendo che per ora non ha intenzione di candidarsi per il Quirinale.

1 Comments

  1. Ma che situazione strana! Meloni che cerca di mantenere la calma, mentre i giornalisti protestano… e poi il discorso sul Quirinale, ma ci credono ancora? Con tutto quello che sta succedendo, chissà come andrà a finire! Mi sembra che la conferenza sia stata più un reality che una vera informazione…

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