Meloni critica i giudici dell’Aquila: «I figli non sono dello Stato»

06.03.2026 18:55
Meloni critica i giudici dell’Aquila: «I figli non sono dello Stato»

Un attacco deciso quello della premier Giorgia Meloni nei confronti dei giudici dell’Aquila, in seguito alla decisione del Tribunale per i minorenni di allontanare la madre dalla “famiglia del bosco”, già separata dai figli collocati in una casa-famiglia. In un post sui social, Meloni esprime incredulità e afferma: «I figli non sono dello Stato, ma delle mamma e dei papà». Secondo Meloni, queste azioni infliggono ai bambini «un ulteriore, pesantissimo trauma» e sono frutto di «una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico», riporta Attuale.

Perché Meloni accusa i giudici di aver superato i propri limiti

Il fulcro della critica della premier riguarda il bilanciamento tra la protezione dei minori e l’interferenza nelle scelte familiari. Meloni sostiene che i Tribunali per i Minorenni dovrebbero tutelare i bambini vittime di maltrattamenti o abusi, anziché imporre modelli educativi a famiglie il cui unico “difetto” è uno stile di vita non convenzionale. Ha dichiarato: «I figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà», aggiungendo che «uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti».

Il ruolo del Garante dell’infanzia e le perizie sui minori

Meloni ha anche citato l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, la quale ha richiesto la sospensione del provvedimento di trasferimento dei bambini e l’allontanamento dalla madre. La premier ha evidenziato che le perizie indipendenti sullo stato di salute dei minori indicano una condizione di disagio, ponendosi una domanda cruciale: «Queste decisioni del Tribunale stanno migliorando o peggiorando le condizioni di questi bambini?».

Ddl affidi: Meloni chiede al Parlamento di accelerare

Concludendo il suo intervento, Meloni ha accennato al disegno di legge sulla tutela dei minori in affidamento, approvato dal governo nel 2024 e ora in discussione al Senato dopo il primo via libera della Camera. Ha espresso l’auspicio che il Parlamento possa approvarlo «nel minor tempo possibile», con l’obiettivo di limitare la discrezionalità dei tribunali e garantire che ogni decisione sia presa esclusivamente nell’interesse dei bambini coinvolti.

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