Meloni critica la sinistra radicale: “La pace non è merito di Landini”

11.10.2025 05:45
Meloni critica la sinistra radicale: "La pace non è merito di Landini"

Meloni Sfrutta la Tregua per Attaccare la Sinistra e Celebrare il Ruolo di Trump

La premier Giorgia Meloni, nonostante giochi in trasferta, lancia attacchi frontali durante il comizio di chiusura della campagna regionale per Alessandro Tomasi a Firenze, avvalendosi della carta vincente della tregua ottenuta grazie al presidente americano Donald Trump. Meloni afferma: “Hamas non firma la pace per Landini, né per Albanese che insulta la Segre, né per Greta con la Flotilla. C’è una persona da ringraziare: Trump, presidente repubblicano degli Usa”. Rivolgendosi anche al segretario generale della Cgil, Meloni critica duramente l’appello di Landini per uno sciopero generale, domandandosi: “Quando Landini convoca lo sciopero generale della Cgil per la pace a Gaza, che succede? Che Hamas dice: “Fermi tutti, Landini mi ha convocato lo sciopero generale, ragazzi bisogna rilasciare gli ostaggi”? Purtroppo no”, riporta Attuale.

Meloni prosegue la sua critica alla sinistra, definendola “incapace di gioire per l’intesa” e “prigioniera del radicalismo ideologico”, sostenendo che essa “è più fondamentalista di Hamas”. L’attacco culmina con la denuncia rivolta a chi, in queste settimane, ha approfittato della causa palestinese per scopi commerciali, affermando: “Non ci facciamo fare la morale da una sinistra che pratica il business dell’odio”.

In risposta, Giuseppe Conte accusa Meloni di avere una connivenza con il governo israeliano e dichiara: “Nei libri di storia sarà scritto che a Gaza c’è stato un genocidio”. Sottolineando l’importanza degli attivisti di Flotilla e delle manifestazioni, Conte indica che la premier è attesa in Egitto per la “storica firma” dell’intesa.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, comunica al mattino l’andamento del viaggio della premier, aggiungendo che il suo arrivo a Sharm el-Sheikh è in programma per lunedì 13 ottobre. Nonostante la data non fosse ancora confermata, il viaggio è visto come una chance di prestigio. Tuttavia, l’operazione non si limita alla gloria: la ricostruzione di Gaza rappresenta una grande opportunità economica. Meloni e il suo governo intendono giocare un ruolo da protagonisti, dato il legame con Trump e l’imminente esigenza di impiegare forze di peace-keeping.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, annuncia la ripresa delle operazioni al valico di Rafah, segnale che il contingente italiano composto da carabinieri tornerà operativo. Meloni sfrutterà l’occasione per rafforzare una presenza italiana in progettazioni internazionali e nella ricostruzione post-conflitto.

Tuttavia, il presidente Sergio Mattarella offre una nota di cautela, sottolineando l’importanza di arrivare a una “vera pace”. Durante un incontro in Estonia, egli commenta la tregua, affermando che “bisogna arrivare a una vera pace” e che gli aiuti devono essere distribuiti in maniera massiccia. Contrariamente all’ottimismo della destra, Mattarella osserva che l’assistenza fornita è stata insufficiente rispetto alle necessità umanitarie a Gaza e critica un’Europa divisa che non ha saputo svolgere un ruolo incisivo.

Riflettendo su un futuro pacifico, Mattarella afferma che “non c’è soluzione duratura senza il coinvolgimento dei palestinesi”, e che un accordo autentico potrà essere raggiunto solo attraverso il riconoscimento di “due popoli e due Stati”. L’impegno per una pace duratura nel conflitto israelo-palestinese resta dunque al centro del dibattito politico italiano.

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