
Alla Camera, la premier Giorgia Meloni ha attaccato le istituzioni europee, ponendo l’accento sulla ristrutturazione della sede del Consiglio, affermando: «I cittadini hanno altre priorità», riporta Attuale.
In un intervento incisivo e senza precedenti, Meloni ha espresso critiche severe nei confronti dell’Unione Europea, denunciando il «dogmatismo green» e le decisioni inconsulte dei funzionari burocratici, evidenziando un presunto «declino culturale». La premier ha richiamato l’attenzione su un progetto immobiliare in fase di studio a Bruxelles, manifestando la propria opposizione a investimenti ritenuti non prioritari per l’Italia. «Così come in Italia siamo chiamati a razionalizzare le spese delle nostre istituzioni pubbliche, esigeremo la stessa disciplina finanziaria dalle istituzioni europee. L’Italia ha recentemente chiesto di rivedere una ristrutturazione di uno dei palazzi del Consiglio dell’Unione europea a Bruxelles, il cui costo è stimato oltre 800 milioni di euro. Non è questo il tipo di investimenti europei che ci pare prioritario. Serve un bilancio più vicino alle esigenze reali dei cittadini», ha ribadito Meloni.
Justus Lipsius, il palazzo Ue «invecchiato male»
Il riferimento della premier riguarda il progetto di ristrutturazione del Justus Lipsius, sede storica del Consiglio Ue a Bruxelles. Secondo una valutazione interna del Consiglio, questo edificio richiede una «profonda ristrutturazione» a causa della sua scarsa efficienza energetica. Un documento del mese scorso segnalava che il palazzo è già classificato nella classe energetica peggiore. Inoltre, la struttura ha mostrato lacune significative in termini di sicurezza, rendendo necessaria questa ristrutturazione stimata in circa 803 milioni di euro, con possibilità di incremento fino a 1,1 miliardi se si richiederà un prestito per finanziare l’operazione, secondo Euractiv.
Il progetto di cantiere (bloccato dall’Italia)
Il progetto prevede quattro anni di lavori, con apertura nel 2029 e chiusura nel 2035, interessando l’intera area del quartiere europeo di Bruxelles, dove si trovano anche le sedi della Commissione e del Parlamento europeo. Oltre al Justus Lipsius, sono presenti due altri palazzi: l’edificio Europa, utilizzato dal 2017 per i summit dei leader, e l’edificio Lex. I lavori prevedono anche una razionalizzazione degli spazi, con la vendita dell’edificio Lex per un ricavato stimato di circa 65 milioni di euro, consentendo al Consiglio di mantenere solo due palazzi di ultima generazione. Tuttavia, necessitano dell’approvazione dei 27 governi, e la posizione pubblica di Meloni alla Camera indica chiaramente il blocco da parte dell’Italia.
Foto di copertura: Giorgia Meloni parla con i cronisti a margine di una riunione del Consiglio europeo – Bruxelles, 24 marzo 2023 (Ansa/Palazzo Chigi/Filippo Attili)