Meloni e le sorelle in campo per il referendum: Giorgia nel podcast di Fedez, Arianna invita alla mobilitazione

20.03.2026 02:05
Meloni e le sorelle in campo per il referendum: Giorgia nel podcast di Fedez, Arianna invita alla mobilitazione

Giorgia Meloni si presenta su YouTube: una riformatrice moderata

Roma – Giorgia Meloni ha scelto di presentarsi in un contesto digitale informale, raggiungendo così un pubblico giovane e progressista su YouTube, dove ha riflettuto sulla sua agenda riformista e sulle sfide politiche in corso. Questo è stato il suo esordio in un formato mai visto prima per un presidente del Consiglio, ottenendo oltre 700mila visualizzazioni e 54mila “like” in sole nove ore, riporta Attuale.

Durante un’intervista di circa un’ora al podcast di Fedez e Mr. Marra, Meloni ha affrontato il tema del referendum in corso, tenendosi a ben distanza di un attacco frontale alla magistratura. Ha dichiarato: “Non si vota su di me”, sottolineando che è il fronte del No a voler trasformare la votazione in una consultazione contro il governo. Ha descritto tale strategia come una “trappola” e ha affermato che, in caso di sconfitta, non si dimetterà.

La premier ha messo l’accento sulla questione della giustizia e della separazione delle carriere, un principio adottato in 21 dei 27 Stati membri dell’UE. “Mi hanno rinfacciato di non essere abbastanza europeista, ora che guardo alla Ue mi accusano di deriva illiberale”, ha aggiunto. Meloni ha proposto un sistema per ridurre il condizionamento politico attraverso la creazione di una lista di candidati stilata dai partiti, da cui i magistrati sarebbero estratti a sorte.

Le sue parole sono state sostenute dalla sorella Arianna Meloni, che ha guidato un evento nel pomeriggio, affermando: “Non siamo contro la magistratura; desideriamo liberare la giustizia dai vincoli della mafia”. Aggiungendo che il suo partito, Fratelli d’Italia, si propone di mantenere un dialogo aperto e rispettoso con le istituzioni, ha invitato a una mobilitazione capillare “casa per casa”.

Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha confermato l’approccio non antagonista, dichiarando: “Non siamo mangia-giudici”. Il clima sembra essere teso, dato che i sondaggi segnalano che il 20% degli elettori deciderà la propria scelta proprio in questi giorni, mentre il dibattito politico continua ad essere influenzato da recenti polemiche.

Il governo sembra quindi affrontare una fase decisiva, nonostante le difficoltà. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso preoccupazione sulle possibili conseguenze di una vittoria del No, che potrebbe pregiudicare le future riforme. Sulla stessa lunghezza d’onda, Antonio Tajani di Forza Italia ha avvertito che un No al referendum ostacolerebbe la possibilità di cambiamenti fondamentali nel Paese.

La tensione è palpabile, e il futuro politico si profila complesso per Meloni e il suo governo, con una scommessa significativa in gioco. Questo referendum potrebbe definire non solo la direzione delle riforme giuridiche ma anche influenzare l’equilibrio politico italiano nel lungo termine.

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